Infatti noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme ed è in travaglio. (Romani 8:22)

In passato, si temevano le carestie e le epidemie. A queste minacce sempre in agguato si aggiungono ora quelle derivanti da un cattivo uso delle risorse del pianeta. Questi sono grandi timori, e nulla fa pensare a una possibile soluzione del problema.

La scienza sembra incapace di frenare i rischi che la competizione internazionale esige. Molti vorrebbero studiare un programma mondiale per guarire la terra; ma, senza voler essere allarmisti, dobbiamo ammettere che la crisi è e sarà grave.

Dio propone ancora oggi un piano di salvezza per ogni individuo, non per il mondo globalmente inteso, perché occorre un ritorno personale a Dio. L’essere umano ha perso la propria dignità e il contatto con il suo Creatore. Eppure è sempre amato da Dio, e conserva qualcosa dell’immagine del suo Creatore.

Poi DIO disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». (Genesi 1:26)

Una vita senza Dio, in un certo senso, è una vita “contro natura”.

«Perciò ora», dice l’Eterno, «tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti».(Gioele 2:12)

Ma ecco il rimedio alla portata di tutti: rispettare il Creatore e credergli, ubbidire alla sua Parola, la Bibbia; questo ci dà il diritto di diventare figli di Dio, fin da ora, Dio ha fatto delle promesse di perdono, di pace, di felicità.

Per beneficiarne, occorre andare a lui e credere al suo amore. Dio ha dato il proprio Figlio, Gesù Cristo, morto per salvarci, risorto e tornato in cielo.

Se l’umanità, del suo insieme, non ha risposto al suo invito, ognuno però può rispondere. Dio non ci dimentica, ma aspetta ciascuno di noi. Ci tende la mano. Vogliamo afferrarla?

Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo. (Matteo 11:28)