Gesù

Neppure i suoi fratelli

Dopo queste cose, Gesù andava in giro per la Galilea, perché non voleva andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Ora la festa dei Giudei, quella dei Tabernacoli, era vicina. Per cui i suoi fratelli gli dissero: «Parti di qui e va’ in Giudea, affinché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. Nessuno infatti fa alcuna cosa in segreto, quando cerca di essere riconosciuto pubblicamente; se tu fai tali cose, palesati al mondo». Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui. Allora Gesù disse loro: «Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo invece è sempre pronto. Il mondo non può odiare voi, ma odia me perché io testimonio di lui, che le sue opere sono malvagie. Salite voi a questa festa; io non vi salgo ancora, perché il mio tempo non è ancora compiuto». E, dette loro tali cose, rimase in Galilea. (Giovanni 7:1-9)

Gesù era il primogenito ed ha vissuto la sua giovinezza insieme ai suoi fratelli e alle sue sorelle.

Non è costui il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria, e i suoi fratelli Giacomo, Iose, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove ha egli dunque ricevuto queste cose?». (Matteo 13:55-56)

Essi erano stati testimoni della sua perfezione e della sua umiltà. L’hanno visto lavorare come “figlio del falegname”. L’hanno visto crescere “in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini” (Luca 2:52).

Hanno udito le sue parole quando ha incominciato a predicare in Galilea, hanno visto i suoi primi miracoli, ma nonostante tutto questo non credevano in Lui.

Che grande privilegio abbiamo noi se siamo cresciuti in una famiglia dove abbiamo sentito parlare di Gesù! Ma anche che grande responsabilità! Comunque sia, tutti, uomini e donne, sono chiamati a credere personalmente. La fede dei genitori non si trasmette automaticamente ai figli.

Anche per i familiari di Gesù occorreva una fede personale. Quando l’apostolo Paolo parla di Cristo morto e risuscitato dice:

Perciò d’ora in avanti noi non conosciamo nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così. Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove. (2 Corinzi 5:16-17)

A Nicodemo, dottore della legge Gesù disse: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?». Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito. (Giovanni 3:3-6)

Cosa significa? Chi sono questi “nati di nuovo”? Il Vangelo risponde: “…tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio” (Giovanni 1:12-13).

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