Parola di Dio

Non comprendiamo tutto e subito

Perciò anche noi, dal giorno in cui abbiamo sentito questo, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni sapienza ed intelligenza spirituale, perché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio, fortificati con ogni forza, secondo la sua gloriosa potenza, per ogni perseveranza e pazienza, con gioia, rendendo grazie a Dio e Padre, che ci ha fatti degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. (Colossesi 1:9-12)

Questo versetto ci parla di ciò che l’apostolo Paolo chiedeva a Dio nelle sue preghiere per quei credenti; ma anche noi abbiamo bisogno del Suo aiuto per conoscere a fondo i Suoi pensieri. Non illudiamoci di aver capito tutto della Bibbia, e non scoraggiamoci se alcune verità ci sono ancora un po’ oscure o se delle persone fedeli al Signore e desiderose di comprendere, giungono in certi casi a conclusioni diverse.

Paolo diceva: “Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, proseguo il corso verso la mèta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù. Quanti siamo perfetti, abbiamo dunque questi pensieri; e se voi pensate altrimenti in qualche cosa, Dio vi rivelerà anche questo”. (Filippesi 3:13-15)

Resta il fatto che: “L’amore non viene mai meno; ma le profezie saranno abolite, le lingue cesseranno e la conoscenza sarà abolita, perché conosciamo in parte e profetizziamo in parte. Ma quando sarà venuta la perfezione, allora quello che è solo parziale sarà abolito. Quand’ero bambino, parlavo come un bambino, avevo il senno di un bambino, ragionavo come un bambino; quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. Ora infatti vediamo come per mezzo di uno specchio, in modo oscuro, ma allora vedremo a faccia a faccia; ora conosco in parte, ma allora conoscerò proprio come sono stato conosciuto. (1 Corinzi 13:8-12)

La donna Samaritana, al pozzo di Sicar, si era molto stupita che Gesù, uomo Giudeo, chiedeva da bere a lei, una donna samaritana. “Come mai?” aveva detto. Ma non appena il Signore si manifestò per quello che era, il Messia, “Salvatore del mondo”, le sue perplessità e la sua titubanza scomparvero.

La Samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» Infatti i Giudei non hanno relazioni con i Samaritani. (Giovanni 4:9)

Pietro aveva reagito bruscamente quando il Signore gli si era avvicinato per lavargli i piedi. “Non mi laverai mai i piedi”, aveva detto. E possiamo comprenderlo. Come accettare che il Signore, il Messia, il Figlio del Dio vivente, si abbassi ai piedi dei suoi discepoli con l’umiltà di un servo?

Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. Si avvicinò dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: «Tu, Signore, lavare i piedi a me?» Gesù gli rispose: «Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo». (Giovanni 13:5-7)

La donna ebbe subito le risposte giuste; per Pietro c’è voluto più tempo, ma alla fine anche lui ha compreso, e molto bene.

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