Perché a volte non capiamo?

E disse all’uomo: “Ecco, temere il Signore, questo è sapienza, e fuggire il male è intelligenza”». (Giobbe 28:28)

Anche da parte di chi legge o viene istruito nella Parola vi sono delle condizioni perché questa sia compresa, goduta, messa in pratica. Se nel nostro cuore si annidano pensieri cattivi, invidie, gelosie, rancori, fantasie impure, La Parola non trova spazio. La stessa cosa se abbiamo una vita mondana o manteniamo sulla nostra coscienza dei peccati non confessati.

Pietro insegna che per “desiderare il puro latte spirituale” che fa “crescere per la salvezza” bisogna sbarazzarsi di ogni cattiveria, di ogni frode, delle invidie e di ogni maldicenza”.

Deposta dunque ogni malizia ed ogni inganno, le ipocrisie, le invidie ed ogni maldicenza, come bambini appena nati, desiderate ardentemente il puro latte della parola, affinché per suo mezzo cresciate, se pure avete gustato che il Signore è buono. (1 Pietro 2:1-3)

Anche l’orgoglio e la presunzione sono un ostacolo alla comprensione delle cose di Dio. Il Signore dice espressamente che il Padre nasconde i suoi pensieri ai sapienti e agli intelligenti di questo mondo e li rivela ai piccoli.

In quel tempo Gesù prese a dire: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. (Matteo 11:25)

Quando doveva distruggere Sodoma, Dio rivelò ad Abramo quello che stava per fare. Abramo era “amico di Dio”, destinato a diventare una grande nazione e ad essere di benedizione a tutte le nazioni della terra. La sua fede era così grande da ricevere l’appellativo simbolico di “padre” di tutti i credenti. Per questo Dio dice: «Celerò io ad Abrahamo quello che sto per fare, poiché Abrahamo deve diventare una nazione grande e potente e in lui saranno benedette tutte le nazioni della terra? (Genesi 18:17-18)

Davide conferma questo nel Salmo 25:14: “Il segreto dell’Eterno è rivelato a quelli che lo temono, ed egli fa loro conoscere il suo patto”.

La Parola di Dio è dunque come un seme che deve svilupparsi e portare frutto; e lo porterà certamente se il cuore che l’accoglie è sensibile e assetato di verità.

Il timore dell’Eterno è il principio della sapienza, e la conoscenza del Santo è l’intelligenza. (Proverbi 9:10)

(Tratto da 1200 giorno con Gesù)

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