Religione

Perché tante religioni?

In fondo, le religione non sono poi così numeroso come si dice. Se le priviamo dei vari ornamenti culturali, si delineano tre grandi classificazioni: il politeismo, il monoteismo e il panteismo.

Il politeismo è caratterizzato da più divinità aventi per lo più un carattere ben distinto e prevalentemente antropomorfo.

Il monoteismo riconosce l’esistenza di un Dio unico che è una persona, non un influsso, né una potenza. Il monoteismo, nell’antichità, era professato chiaramente solo dagli Ebrei. La Bibbia rivela il Dio che ha creato tutto, e davanti al quale gli uomini sono responsabili.

Il panteismo è una filosofia secondo la quale tutto ciò che esiste e identificabile con Dio. Esso deifica la natura e sostituisce il Creatore con ciò che Egli ha creato. Ad esempio, il sole, per gli antichi Egizi era il dio Ra. Oggi, chi crede solo nella scienza attribuisce il posto di Dio alla materia e alle leggi scientifiche.

Poiché l’Eterno è grande e degno di somma lode; egli va temuto sopra tutti gli dèi. Poiché tutti gli dèi delle nazioni sono idoli, ma l’Eterno ha fatto i cieli. (Salmo 96:4-5)

In realtà l’uomo non può negare Dio.

Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. (Romani 1:20)

Ritorniamo dunque alla Bibbia, l’unica rivelazione che il Dio unico ha dato, prima per mezzo dei suoi profeti, poi per mezzo di Gesù Cristo, Suo unico Figlio.

E infatti, anche se vi sono i cosiddetti dèi sia in cielo che in terra (come vi sono molti dèi e molti signori), per noi c’è un solo Dio, il Padre dal quale sono tutte le cose e noi in lui; e un solo Signore, Gesù Cristo, per mezzo del quale sono tutte le cose, e noi esistiamo per mezzo di lui. (1 Corinzi 8:5-6)

Per chi crede in un Dio unico non ci sono, che due religioni possibili: quella che dice: “Fa ciò che Dio gradisce, e riceverai come ricompensa la benedizione, di cui Egli ti sarà debitore”; e quella che dice il contrario: “Inizia ricevendo da Dio ciò che Egli vuole donarti; poi tu potrai fare ciù di cui tu sei debitore nei suoi confronti”.

La prima è la religione del “do un des” (io do affinché du dia), l’altra si appoggia unicamente sulla grazia divina che dona senza esigere la contropartita, e questo è il vero cristianesimo.

Noi, di nascita Giudei e non peccatori fra i gentili, sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù, affinché fossimo giustificati mediante la fede di Cristo e non mediante le opere della legge, poiché nessuna carne sarà giustificata per mezzo della legge. (Galati 2:15-16)

Quando capiamo che Dio giudicherà tutta la nostra vita, per natura siamo spinti a cercare di fare ciò che deve piacergli, delle opere buone associate a delle pratiche religiose, pensando così che il bene che faremo compenserà il male che ho fatto, o quantomeno, farà propendere Dio all’indulgenza!

Questo ragionamento, che parte da una buona volontà, è falso in partenza. Il bene non compensa mai il male; mai grazie ai nostri meriti, potremo raggiungere la santità che Dio esige.

Invece la Bibbia invita gli uomini a riconoscersi peccatori davanti alla Sua santità, e a ricevere il perdono di Dio. Per darci la vita, Dio ha fatto uso della sua autorità di Creatore. Per offrirci la sua giustizia, ha donato il proprio Figlio perché si caricasse di tutti i nostri peccati.

Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori. (Efesini 2:8-9)

Così dobbiamo semplicemente accettare la sua grazia, ricevere Gesù Cristo nella nostra vita. Parallelamente, per riconoscenza, saremo portati ad ubbidirgli e fare il bene, non per acquisire meriti, ma per amore; non come un compito che pesa, ma come un privilegio.

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