Discepoli

Prima di tutto la riconciliazione

Se tu dunque stai per presentare la tua offerta all’altare, e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offerta. (Matteo 5:23-24)

La memoria è come una grande scatola o baule in cui si depositano lettere, conti, manoscritti, oggetti che per il momento non usiamo ma che, pensiamo, potrebbero tornare utili in futuro, cose da trattare in un futuro non meglio precisato …

C’è il momento in cui dobbiamo ricordare dove abbiamo messo certe cose, soprattutto i debiti non paganti, le pratiche “da sbrigare”, gli oggetti presi a prestito tempo fa, le “questioni in sospeso”, tirali fuori e “farne finalmente qualcosa”, saldarli, restituirli, “sistemarli una volta per tutte”, Accumularli per negligenza o comodità non è giusto, sono d’ingombro, nutrono cattiva coscienza e magari risentimento in altri …

Quel momento è quando ci presentiamo a Dio. E’ Dio che ci fa rammentare “di certe cose” perché sono “pratiche da sbrigare”.

Non possiamo semplicemente metterle via così. Dio fa luce sulla nostra vita passata, agisce sulla nostra coscienza, e rivela molte cose che ci sono passate di mente, o che abbiamo preferito “dimenticare” o accantonare. “Prima di trattare altre questioni”, Iddio vuole che sistemiamo quelle lasciate in sospeso! “Lascia che ti rammenti che …”. Spesso tutto questo ci è “scomodo”, ma non possiamo più ignorarlo.

Che cosa ha fatto tuo fratello contro di te? Quello che gli hai detto in faccia senza tanti scrupoli con parole cattive, con rabbia, odio e disprezzo; oppure quel che gli avresti dovuto fare o dire e che hai fatto finta che non esistesse, che non gli fosse dovuto …. Forse gli hai fatto un chiaro torto, gli hai portato via qualcosa che per lui era importante, oppure non lo hai aiutato quando ne aveva bisogno.

Siamo tenuti a “sbrigare le pratiche in sospeso”. E’ il primo passo da fare quando vogliamo che la nostra accoglienza presso Dio abbia senso, perché la riconciliazione con Dio non prescinde a quella con gli altri, la include necessariamente, la esige.

L’umiltà è necessaria in ogni nostro approccio a Dio, e nulla più di questo umilia il nostro orgoglio che confessare ai fratelli le colpe che abbiamo verso di loro. La verità è necessaria se vogliamo avere un giusto rapporto con Dio, e nulla produce la verità interiore che essere trasparenti e semplici nei nostri rapporti con gli altri.

La sincerità nel confessare il peccato è essenziale quando si inizia ad essere in pace con Dio. Non possiamo essere sicuri che la nostra confessione sia sincera se essa non ci costa di più che delle parole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *