Le sfilate militari hanno sempre colpito l’immaginazione. In tempo di pace, è la spettacolarità dello sfoggio delle armi. In tempo di guerra, e il martellamento degli stivali del vincitore nella capitale del vinto. Affermazione di potenza per gli uni, sofferenza e inquietudini per gli altri.

carri-armati-alla-parata-del-3-settembre-705093Il desiderio di potere e di potenza impregna l’intera società. Tutto, in questo mondo, è ambizione e competizione. Ognuno partecipa a questa frenesia. Ciascuno cerca di dominare gli altri, di imporre il suo punto di vista, di oltrepassare i propri limiti.

Quale contrasto col modo con cui Gesù e vissuto! Lui, il Figlio di Dio, è venuto in mezzo ai poveri. Non aveva un proprio domicilio, né denaro, né nulla di tutto ciò che noi perseguiamo talvolta con tanta energia.

Egli camminava a piedi come i più umili e ha rifiutato gli onori. Soprattutto Egli ha lasciato la sua vita preziosa, senza resistere, nell’onta, tra due briganti. Eppure, Gesù ha mostrato attorno a Sé la potenza più grande che esiste, la potenza dell’amore.

Essa cambia gli uomini più induriti e dà loro una nuova forza, quella di piangere sui loro peccati e di ricominciare una nuova vita con Dio. Nel suo regno, i valori sono invertiti. Il Signore ci libera da tutto ciò che ci appariva importante e ci dà altre motivazioni.

Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché nessuno si vanti di fronte a Dio. (1 Corinzi 1:27-28)

Con Lui, impariamo a vivere altrimenti. Non più con le proprie forze, ma per mezzo del suo Spirito Santo.

 

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