Preghiera

Quelli che pregano

Nella mia angoscia invocai l’Eterno e gridai al mio DIO; egli udì la mia voce dal suo tempio, e il mio grido pervenne davanti a lui, ai suoi orecchi. (Salmi 18:6)

Nella Bibbia, quelli che hanno creduto al Signore Gesù sono indicati con questi termini: discepoli, fratelli, seguaci della Via e… in seguito cristiani.

Quando l’Evangelo arrivò in Madagascar, furono chiamati “quelli che pregano”. Nonostante le persecuzioni, quei credenti dichiaravano apertamente di adorare Gesù e lo pregavano spesso, nella loro casa, fuori, ovunque andavano.

La loro fede non si limitava a delle abitudini, ma era la fede vivente e attiva di quelli che invocano il nome del Signore. Per questo motivo, i loro nemici chiedevano loro: “Pregate?” Una risposta affermativa era sufficiente per farli arrestare.

Alla sua conversione, l’apostolo Paolo era stato fermato dalla visione della gloria del Signore Gesù e reso cieco per un certo tempo.

Allora Dio gli aveva mandato Anania, e a questo discepolo aveva detto riguardo a Paolo:

E il Signore a lui: «Àlzati, va’ nella strada chiamata Diritta, e cerca in casa di Giuda uno di Tarso chiamato Saulo; poiché ecco, egli è in preghiera, e ha visto in visione un uomo, chiamato Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista». (Atti 9:11-12)

Per Anania i credenti erano effettivamente “quelli che invocavano il nome del Signore”. Questa è infatti una caratteristiche importante del credente.

Sei del numero di quelli che pregano?

Pregare, nel suo vero significato, è l’atto più intenso della vitta del credente. E’ trovarsi alla presenza di Dio, è rivolgersi all’Onnipotente, che il credente conosce come suo Padre.

Finora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa. (Giovanni 16:24)

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