Ricchezza

Ricchezze spirituali

Noi non diamo alcun motivo di scandalo in nessuna cosa, affinché non sia vituperato il ministero; ma in ogni cosa raccomandiamo noi stessi come ministri di Dio nelle molte sofferenze, nelle afflizioni, nelle necessità, nelle distrette, nelle battiture, nelle prigionie, nelle sedizioni, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni, con purità, con conoscenza, con pazienza, con benignità, con lo Spirito Santo, con amore non finto, con la parola di verità, con la potenza di Dio, con le armi della giustizia a destra ed a sinistra, nella gloria e nel disonore, nella buona e nella cattiva fama; come seduttori, eppure veraci; come sconosciuti, eppure riconosciuti; come morenti, eppure ecco viviamo; come castigati, ma pure non messi a morte; come contristati, eppure sempre allegri; come poveri eppure arricchendo molti; come non avendo nulla, eppure possedendo tutto. (2 Corinzi 6:3-10)

Quando l’apostolo Paolo parla di sé e dei suoi collaboratori dice che erano poveri, umanamente parlando. E così è stato nel corso del tempo per quasi tutti i servitori del Signore che sono andati per il monto ad annunciare il Vangelo. “Non avevano nulla nel mondo”, ma potevano dire di possedere ogni cosa.

La conoscenza della grazia di Dio, la posizione di figli, le certezze della fede, la speranza viva, le consolazioni presenti e la gloria futura, sono i tesori che ogni credente possiede.

Infatti la sapienza di questo mondo è follia presso Dio, poiché sta scritto: «Egli è colui che prende i savi nella loro astuzia»; e altrove: «Il Signore conosce i pensieri dei savi e sa che sono vani». Perciò nessuno si glori negli uomini, perché ogni cosa è vostra: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, le cose presenti e le cose future; tutte le cose sono vostre. (1 Corinzi 3:19-22)

Così, quei “poveri” servi del Signore Gesù erano in grado di arricchire molti! Le “ricchezze della grazia” di Dio, le “insondabili ricchezze di Cristo”, quando sono accolte e credute rendono immensamente ricco anche il più povero di questo mondo. Che privilegio farle conoscere ad altri!

A me, il minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare fra i gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo, e di manifestare a tutti la partecipazione del mistero che dalle più antiche età è stato nascosto in Dio, il quale ha creato tutte le cose per mezzo di Gesù Cristo; affinché, per mezzo della chiesa, nel tempo presente sia manifestata ai principati e alle potestà, nei luoghi celesti, la multiforme sapienza di Dio, secondo il proponimento eterno che egli attuò in Cristo Gesù, nostro Signore, in cui abbiamo la libertà e l’accesso a Dio nella fiducia mediante la fede in lui. (Efesini 3:8-12)

Pietro e Giovanni, mentre salivano al tempio per la preghiera, trovarono uno zoppo che veniva deposto alla porta del tempio per chiedere l’elemosina. Cosa potevano dargli? Quel povero certamente sperava di ricevere del denaro, ma loro non avevano né argento né oro; però “nel nome di Gesù Cristo” hanno rialzato lo zoppo!

Or Pietro e Giovanni salivano insieme al tempio verso l’ora nona, l’ora della preghiera. E vi era un uomo zoppo fin dalla nascita, che veniva ogni giorno portato e deposto presso la porta del tempio, detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, avendo visto Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, chiese loro l’elemosina. Allora Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guarda noi». Ed egli li guardava attentamente, sperando di ricevere qualche cosa da loro. Ma Pietro disse: «Io non ho né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, alzati e cammina!». E, presolo per la mano destra, lo sollevò; e in quell’istante i suoi piedi e le caviglie si rafforzarono. E con un balzo si rizzò in piedi e si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio, camminando, saltando e lodando Dio. (Atti 3:1-8)

Più che la guarigione, la sua vera ricchezza ora stava nella conoscenza del nome di Gesù Cristo, il solo che può guarire per sempre dal male mortale da cui noi tutti esseri umani siamo affetti: il peccato.

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