Fede

Scegliere di non credere

Sono numerosi coloro che si accontentano di opinioni vaghe a proposito della fede cristiana. Non hanno mai voluto dedicare il tempo necessario per esaminare se questa fede è vera e quali sono gli argomenti che depongono in suo favore. Hanno avuto solamente qualche contatto esteriore con essa, e ciò è per loro sufficiente. In effetti, hanno comunque scelto di non credere.

Un credente diceva un giorno ad un suo amico incredulo: “Come uomo di scienza, tu accetti facilmente di modificare le tue idee se dei fatti nuovi lo esigono. Applica dunque lo stesso principio nell’esaminare la fede. Esamina onestamente i fatti del cristianesimo e sii pronto a trarre le conseguenze del tuo studio”.

Trascorsero parecchi mesi, e i due amici si ritrovarono. Il consiglio era stato seguito, essi erano ora entrambi credenti.

La Bibbia contiene la testimonianza di fatti storici come la venuta, la morte e la risurrezione di Gesù. Ma essa non si limita ad affermare questi fatti, presenta anche tutto un insieme di prove affinché noi accettiamo Gesù come Salvatore.

Il luogo della sua nascita, i miracoli che ha compiuto, la reiezione di cui è stato oggetto da parte del suo popolo, la sua morte, tutto era stato annunciato in anticipo dai profeti. I suoi discepoli, che l’anno conosciuto, hanno testimoniato circa la sua vita perfetta e hanno attestato che Egli è sempre vivente e che risponde alle preghiere.

Io ho fatto il primo trattato, o Teofilo, circa tutte le cose che Gesù prese a fare e ad insegnare, fino al giorno in cui fu portato in cielo, dopo aver dato dei comandamenti per mezzo dello Spirito Santo agli apostoli che egli aveva scelto. Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. (Atti 1:1-3)

Queste prove ci offrono delle solide garanzie, ma non ci costringono ad avere fede in Lui. Credere è un atto di libera volontà. E’ accettare la testimonianza di Dio e agire di conseguenza.

Or costoro erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica e ricevettero la parola con tutta prontezza, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se queste cose stavano così. (Atti 7:11)

Tuttavia teniamo sempre presente che gli uomini, per essere salvati, hanno bisogno di credere nel sacrificio espiatorio compiuto da Gesù per loro; esso costituisce il dono inesprimibile di Dio all’uomo:

E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati». (Atti 4:12)

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