Infatti con discorsi oltremodo gonfi e vani adescano, mediante le passioni della carne e la scostumatezza, coloro che erano veramente sfuggiti da quelli che vivono nell’errore; mentre promettono loro libertà, essi stessi sono schiavi della corruzione, perché uno diventa schiavo di ciò che lo ha vinto. (2 Pietro 2:18-19)

Nella quasi totalità del mondo, la schiavitù, almeno ufficialmente non esiste più. Ma se quelle catene sono cadute, l’uomo non è libero da altre forme di schiavitù. Senza voler parlare di alcolismo, droga, prostituzione, flagelli capaci di ridurre le loro vittime allo stato di un relitto, vi sono altre forme di dipendenza che possono assoggettare gli uomini.

La Bibbia cita a questo riguardo il denaro, l’orgoglio, la vanità, il sesso, che possono impadronirsi della nostra vita impedendoci di mantenerne il controllo.

Sembra un paradosso, ma le società che esaltano la libertà incondizionata dell’uomo sono proprio quelle che tengono il popolo in condizioni di dipendenza e schiavitù. La terra è per i suoi abitanti, un luogo di schiavitù a causa del peccato.

Un poeta del XVII secolo ha scritto: “Dio fece la libertà; l’uomo ha fatto la schiavitù”. Aveva proprio ragione! Il peccato, sotto qualsiasi forma si presenti, costituisce sicuramente la forma peggiore di schiavitù! Soltanto Gesù Cristo ha ricevuto da Dio il potere di liberarcene.

Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico: Chi fa il peccato è schiavo del peccato. Or lo schiavo non rimane sempre nella casa; il figlio invece vi rimane per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi». (Giovanni 8:34-36)

Sì, se ora invochi il nome del Signore con fiducia, puoi essere liberato.

Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue e il perdono dei peccati. (Colossesi 1:13-14)