Nello scompartimento, la conversazione si prolunga. “I cristiani – dice il giovane di cui abbiamo parlato ieri – i veri discepoli, cioè coloro il cui cristianesimo non si limita a delle semplici pratiche religiose, ma corrisponde a un impegno interiore, sono come dei segnali stradali che indicano Gesù.

25ed2_8ba1Un segnale può essere sbiadito, messo un po di sbieco, ma l’importante è che ci si possa ancora leggere ciò che indica e che la destinazione proposta sia Gesù Cristo e Lui solo.

Il nostro giovane amico ricorda che Gesù non ha mai proposto di credere nei cristiani per essere salvati, ma di credere in Cristo. Ciò di cui l’uomo ha bisogno non è un cristianesimo di pratiche o d’imitazione che consisterebbe nel ricalcare la condotta di qualche suo discepolo, pur fedele che sia stato.

Il cristianesimo autentico è il risultato di un cambiamento interiore prodotto dall’incontro personale con Cristo. La vita del credente prende allora una nuova direzione: egli volta le spalle ai vecchi obiettivi per perseguirne dei nuovi.

In un certo senso la sua vita fa la grande svolta, come quei cristiani a cui si rivolgeva l’apostolo Paolo circa 2000 anni fa dicendo: “Vi siete convertiti dagli idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero” (1 Tessalonicesi 1:9).

Amici cristiani, cerchiamo di essere dei segnali chiaramente leggibili, non nascosti o male orientati! Viviamo in modo da indicare chiaramente il nome del nostro Salvatore e la direzione per arrivare a Lui.

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