Seguire il Signore

Per questo Hebron è rimasta proprietà di Caleb, figlio di Jefunneh, il Kenizeo, fino al giorno d’oggi, perché aveva pienamente seguito l’Eterno, il DIO d’Israele. (Giosuè 14:14)

Caleb “aveva pienamente seguito l’Eterno, il Dio d’Israele”, che cosa significa?

Quando facciamo un’escursione in montagna, seguiamo una guida. La relazione tra l’escursionista e la sua guida è basata sulla fiducia e sull’obbedienza. Sui pendii ghiacciati, mettiamo i piedi sulle orme; nei passaggi rocciosi, guardiamo cosa fa lui per superare gli ostacoli.

Se la guida decide che bisogna rinunciare a causa del maltempo, si fa dietrofront e si torna alla base. Invece se dice che possiamo arrivare fino alla cima, sopportiamo la fatica e riprendiamo la marcia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. (Giovanni 10:27-28)

Il Signore Gesù invita il credente a seguirlo, un po’ come uno scalatore con la sua guida. Dando la sua vita per noi sulla croce, Egli ci ha dimostrato che merita la nostra più totale fiducia. Certo, noi non lo vediamo con gli occhi, ma lo vediamo per mezzo della fede, con l’aiuto dello Spirito Santo e della Bibbia.

Quando seguiamo qualcuno abbiamo gli occhi puntati su di lui e osserviamo attentamente le sue mosse. Imitare il Signore significa cercare di assomigliarli. In ogni situazione in cui Dio ci pone, il suo obbiettivo è che noi riflettiamo fedelmente Gesù, nel nostro modo di essere, di parlare, di comportarci e forse anche di soffrire. Per seguire il Signore, bisogna anzitutto conoscerlo come Pastore, il buon pastore che dà la sua vita per le pecore.

Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore. (Giovanni 10:11)

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