Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; mangiate, ma non fino a saziarvi; bevete, ma non fino a soddisfare la sete; vi vestite, ma nessuno sta al caldo; chi guadagna un salario, lo guadagna per riporlo in una borsa forata. (Aggeo 1:6)

Molte persone hanno tanti motivi di sofferenza e cercano un po’ di sollievo in ogni direzione. Ma i mesi passano, passano gli anni …

Si cerca aiuto in famiglia, si accettano consigli da amici, psicologi, ci si rifugia in un’attività professionale, forse si fa il giro delle tante chiese … Nulla da fare. I problemi rimangono e si è tentati di smettere di lottare …

Circa 2500 anni fa il profeta Aggeo descrive, da parte di Dio, questa situazione.

«Vi aspettavate molto, ma in realtà c’è stato poco; quando poi l’avete portato a casa, io l’ho soffiato via. Perché?», dice l’Eterno degli eserciti, «a motivo del mio tempio che giace in rovina, mentre ognuno di voi corre alla propria casa. Perciò sopra di voi il cielo ha trattenuto la rugiada e la terra ha ritenuto il suo prodotto. E io ho chiamato la siccità sul paese, sui monti, sul grano, sul mosto, sull’olio e su tutto ciò che il suolo produce, sugli uomini, sul bestiame e su tutto il lavoro delle vostre mani». Zorobabel, figlio di Scealtiel, e Giosué, figlio di Jehotsadak, il sommo sacerdote, e tutto il resto del popolo diedero ascolto alla voce dell’Eterno, il loro DIO, e alle parole del profeta Aggeo, perché l’Eterno, il loro DIO, lo aveva mandato, e il popolo ebbe timore della presenza dell’Eterno. Allora Aggeo, il messaggero dell’Eterno, proclamò al popolo il messaggio dell’Eterno, dicendo: «Io sono con voi, dice l’Eterno». (Aggeo 1:9-13)

Queste parole sono più che mai attuali.

Se ci rendiamo conto che la nostra vita è in cristi, che la situazione va deteriorandosi, le casa si svuota e gli amici si allontanano, se abbiamo perso ogni speranza, ascoltiamo! La prima cosa da fare perché vi sia un cambiamento positivo e duraturo nella nostra vita e riconoscere che abbiamo messo Dio fuori! Abbiamo rifiutato di ascoltare la sua Parola per cercare ciò che interessava a noi.

La seconda, è accettare la sua mano tesa tramite il suo Figlio Gesù Cristo, venuto per offrirci il perdono divino e un fondamento solido per la nostra vita. Non cerchiamo più di costruirci da noi stessi e per noi stessi.

Un vita nella quale Dio non ha la priorità e destinata al fallimento, prima o poi. Ma affrettiamoci a rivolgerci a Lui, dandogli il posto che gli spetta, cioè il primo! Vedremo che la speranza rinascerà!

Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e la vostra anima vivrà; e io stabilirò con voi un patto eterno, secondo le grazie stabili promesse a Davide. (Isaia 55:3)