Nulla di simile vi accada, o voi che passate di qui! Osservate, guardate se c’è dolore simile al dolore che mi tormenta. (Lamentazioni 1:12)

Ecco il lamento di qualcuno che è oppresso da un profondo dolore personale e ha la sensazione che la su sofferenza non interessi a nessuno. Quando attraversiamo circostanze difficili, ci guardiamo intorno per cercare conforto, ma raramente riusciamo a trovare qualcuno che riesca a capire, a meno che non sia passato attraverso le stesse sofferenze.

La-sofferenza-e-il-dolore-che-portano-al-suicidio-vanno-sempre-risarciti-Inoltre è abbastanza naturale che ognuno senta profondamente solo i propri dolori, così come le proprie gioie.

Il cuore conosce la propria amarezza, e alla sua gioia non partecipa un estraneo.  (Proverbi 14:10)

Chi ha dei figli felicemente sposati come può capire la sofferenza di un genitore la cui figlia è maltrattata o è stata abbandonata dal marito. Chi ha sempre avuto un lavoro sicuro, come fa ad entrare nell’angoscia di chi, dopo essere stato un bravo e attivo lavoratore, viene improvvisamente licenziato?

Ma se pensiamo alle sofferenze del Signore, alle quali il passo di lamentazioni fa soprattutto riferimento, allora possiamo affermare che erano veramente uniche. Nessuno potrebbe mai patire il tipo di dolore che Gesù ha patito, l’unico Uomo perfetto e innocente, immune dal peccato.

Solo Lui può sapere, più di chiunque altro, cosa significa essere condannato ingiustamente, ma più ancora, essere “fatto diventare peccato” per noi e venire abbandonato da Dio.

Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui. (2 Corinzi 5:21)

Solo Gesù che conosce fino infondo le tue sofferenze, può aiutarti e darti la forza per sopportare, affrontare e superare tutte le prove.

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