Giustizia di Dio

Sono imbroglione, e allora?

Un fallo evidente, un goal convalidato dall’arbitro, e la qualificazione della squadra avversaria è assicurata… Il presidente di una squadra di calcio ha risposto alle accuse di imbroglio con queste parole: “Imbroglio? Imbroglio? … Ma guardatevi intorno e vedrete quanti imbrogli ci sono…”.

Un atteggiamento ricorrente, non solo in ambito sportivo. Si trovano sempre delle persone “peggiori”, e ci si serve di questo per mettere a tacere la coscienza, addirittura illudendosi che se non si è peggiori degli altri ci si può guadagnare il posto in paradiso.

No. Dio non vede le cose in quest’ottica e in cielo non accetterà nessuno sulla base di un comportamento che si potrebbe definire “quasi normale”. Egli non paragona gli uomini fra loro per stabilire quali sono migliori e quali sono peggiori degli altri.

Così dunque ognuno di noi renderà conto di se stesso a Dio. (Romani 14:12)

Li valuta tutti secondo lo stesso criterio, quello della sua propria santità. Un arbitro può sbagliarsi. Dio non sbaglia mai. Egli vede tutti i nostri gesti e le nostre azioni, conosce persino le nostre intenzioni, e ci definisce “peccatori”. La Sua sentenza è uguale per tutti.

Che dunque? Abbiamo noi qualche superiorità? Niente affatto! Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che tanto Giudei che Greci sono tutti sotto peccato, come sta scritto: «Non c’è alcun giusto, neppure uno. (Romani 3:9-10)

Non pensiamo di sfuggire allo sguardo di Dio. Riconosciamo invece che siamo peccatori e accettiamo la Sua grazia. Gesù Cristo, Suo Figlio, è venuto come uomo sulla terra proprio per subire al nostro posto il giudizio che noi meritavamo.

E non vi è alcuna creatura nascosta davanti a lui, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto. (Ebrei 4:13)

E’ il Suo amore che lo ha portato a questo: per non farci perire per sempre, e poi per darci un cuore puro e insegnarci la verità e la rettitudine.

Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:21-24)

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