Il senso della vita

Sono molto impegnato

Quest’espressione è utilizzata facilmente nella vita moderna. “Essere impegnati” significa che non ci si può assolutamente liberare. Un calendario troppo fitto d’impegni ci impedisce di essere disponibili per qualsiasi altra cosa. Si diventa prigionieri di un programma prestabilito.

Per l’uomo moderno è un grave pericolo essere talmente impegnato da non avere tempo per le cose essenziali, come ad esempio la propria situazione davanti a Dio o la salvezza della propria anima.

Quando furono discesi alla periferia della città, Samuele disse a Saul: «Di’ al servo che passi davanti a noi e vada oltre, ma tu fermati un momento, perché ti possa annunciare la parola di DIO». (1 Samuele 9:27)

Da un impegno all’altro, la nostra esistenza scorre sovente senza trovare il tempo di fermarsi e di riflettere sul senso e sullo scopo della vita. Tutto è organizzato minuziosamente, anche gli svaghi, ma non c’è più spazio per l’imprevisto e, soprattutto, neppure per una riflessione sincera sul nostro avvenire eterno.

Nella parabola del seminatore, è detto che una parte del seme “cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto”.

Un’altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. (Marco 4:7)

Gesù spiega che il seme sparso dal seminatore è la Parola di Dio, e che i diversi terreni in cui il seme cade sono coloro che ascoltano la Parola. Già allora Gesù spiegò che quelli che ricevono il seme fra le spine sono “coloro che hanno udito la parola; poi gli impegni mondani, l’inganno delle ricchezze, l’avidità delle altre cose, penetrati in loro, soffocano la parola, che così riesce infruttuosa”.

Quelli invece che ricevono il seme fra le spine, sono coloro che odono la parola; ma le sollecitudini di questo mondo, l’inganno delle ricchezze e le cupidigie delle altre cose, che sopravvengono, soffocano la parola e questa rimane infruttuosa. (Marco 4:18-19)

Che nessuno si lasci soffocare dai propri impegni e senza mettersi all’ascolto della voce di Dio. E’ adesso che bisogna fermarsi a riflettere e mettersi in regola con lui. Chi l’ha fatto può affermare che quello è stato il momento più importante della sua vita.

Non restiamo indifferenti di fronte all’essenziale!

Ma ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni cattivi e giungano gli anni dei quali dirai: «Non ho in essi alcun piacere», prima che si oscurino il sole, la luce, la luna e le stelle, e ritornino le nubi dopo la pioggia: nell’età in cui i guardiani della casa tremano, gli uomini forti si curvano, le macinatrici smettono di lavorare perché rimaste in poche, quelli che guardano dalle finestre si oscurano e le porte sulla strada si chiudono; quando diminuisce il rumore della macina, uno si alza al canto di un uccello, e tutte le figlie del canto si affievoliscono; quando uno ha paura delle altezze e di spaventi per la strada; quando il mandorlo fiorisce, la locusta è un peso, e il desiderio viene meno, perché l’uomo va alla sua dimora eterna e i piagnoni vanno in giro per le strade. (Ecclesiaste 12:1-5)

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