Trentaquattro anni dopo avere commesso un omicidio, tormentato dal rimorso, un uomo confessa il suo crimine al commissario di polizia della città. Alla sua confessione aggiunge: “Spero che il buon Dio mi perdoni”.

Fatti simili, anche riportati dal giornale, ci ricordano, che ognuno di noi ha una coscienza la quale, a meno che non sia molto indurita, non ci lascia tranquilli quando abbiamo il sentimento di una colpa. Ma come facciamo a liberare dai pesi la nostra coscienza? Riconoscendo le nostre colpe davanti agli uomini e anche davanti a Dio. Infatti, ogni peccato è innanzi tutto un’offesa fatta a Dio.

cid_teofania-12Secondo la giustizia umana, ogni colpevole incorre in una pena, più o meno pesante a seconde del crimine commesso. E di fronte alla giustizia divina?

Dio è un giudice giusto, potrà perdonare? E se lo fa, in base a quali principi? Troviamo la risposta in questi versetti:

Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. (1 Giovanni 1:7)

Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. (1 Giovanni 1:9)

Perciò, o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla visione celeste; ma, prima a quelli di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e fra le nazioni, ho predicato che si ravvedano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento. (Atti 26:19-20)

Il perdono di chi confessa le proprie colpe davanti a Dio è acquisito sulla base dell’opera compiuta da Gesù Cristo alla croce. I peccati di chi crede in Lui non possono più essere imputati a chi, per la fede, è diventato figlio di Dio perché Gesù ne ha subito il castigo. Il re Davide ha fatto questa esperienza nella sua vita:

Davanti a te ho ammesso il mio peccato, non ho taciuto la mia iniquità. Ho detto: “Confesserò le mie trasgressioni al SIGNORE”, e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato. (Salmo 32:5)

Dio condanna il peccato, ma perdona il peccatore che si pente, anche il più colpevole. Questo è il suo amore, questa è la sua grazia!

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