Ora la pietà è un mezzo di grande guadagno, quando uno è contento del proprio stato. Non abbiamo infatti portato nulla nel mondo, ed è chiaro che non possiamo portarne via nulla, ma quando abbiamo di che mangiare e di che coprirci, saremo di questo contenti. (1 Timoteo 6:6-8)

Dove trovare in questo mondo gente soddisfatta? Da ogni parte si rivendica, si contesta. E i più benestanti, che non dovrebbero avere niente da reclamare, sono spesso i più avidi. Constatiamo questa insoddisfazione generalizzata nel cambiamento incessante del modo di vestire, di divertirsi, di alimentarsi.

E’ un turbine accelerato di desideri e di esasperazione dei bisogni. Ma in fondo in tutto questo, non c’è nessuna vera soddisfazione.

L’occhio non si sazia mai di vedere e l’orecchio non è mai stanco di udire. (Ecclesiaste 1:8)

Le gioie svaniscono, i piaceri passeggeri che oggi ci sono offerti hanno spesso dei domani amari.

Anche nel riso il cuore può essere nell’afflizione, e la gioia stessa può finire nel dolore. (Proverbi 14:13)

“Vanità della vanità, tutto é vanità” (Ecclesiaste 1:3). 

E con la vanità sono sempre presenti le sofferenze, i lutti, la morte.

Che contrasto con chi ha trovato la sua vera ragione di vita in Gesù Cristo!

Egli “ha ristorato l’anima assetata e ha colmato di beni l’anima affamata” (Salmo 107:9)

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