Un gene malvagio

Da dove vengono le guerre e le contese fra voi? Non provengono forse dalle passioni che guerreggiano nelle vostre membra? (Giacomo 4:1)

L’inizio del ventesimo secolo fino ai nostri giorni è caratterizzato da un paradosso; mai come in questo periodo i progressi della scienza, e in particolare della medicina, sono stati così rapidi: tuttavia decine di milioni di persone sono perite e periscono nel corso di innumerevoli conflitti.

Si impara a curare e a guarire, e ci si uccide!

Molte persone accarezzano l’idea che un regime politico adeguato, delle buone strutture sociali e i progressi della tecnologia miglioreranno il mondo. Alcuni hanno consacrato la loro vita in questi campi, per il progresso dell’umanità.

Ma bisogna arrendersi di fronte all’evidenza: i progressi materiali, a cui peraltro partecipa soltanto una piccola parte della popolazione mondiale, non hanno migliorato le relazioni umane.

Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c’è nessuno che faccia il bene, neppure uno. (Salmi 53:3)

Il nocciolo del problema, come spiega Dio nella Bibbia, è che il male, il peccato, è entrato nel cuore di ogni essere umano, simile a un gene malvagio. Già Caino, il primo essere umano nato sulla terra, ha ucciso suo fratello Abele. Da allora, agli occhi di Dio l’uomo non ha fatto progressi, e non è in grado di farli.

Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere? (Geremia 17:9)

Allora non ci resta che la disperazione? No, Dio fa, è vero, una constatazione terribile, ma d’altra parte ha dato il rimedio. A coloro che credono nel suo Figlio Gesù Cristo e all’efficacia della sua morte espiatoria sulla croce, egli dà un cuore nuovo; non un cuore migliorato.

Non aspettiamo che il mondo migliori, accettiamo personalmente la trasformazione di noi stessi che Dio ci propone.

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