Un vincitore

Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? (Romani 8:31-35)

Paolo si trova in prigione a Roma. E’ stanco, consumato più dall’incessante attività per il Vangelo e per i suoi fratelli che dagli anni. Ha “combattuto il buon combattimento” della fede, come scrive a Timoteo (2 Timoteo 4:5-18), e sa di essere ormai giunto alla fine della sua vita.

Sta per morire come martire, ma non è distrutto, non è vinto. Paolo è un vincitore.

E’ in prigione, solo; molti lo hanno dimenticato. Intorno alle sue catene si è fatto il vuoto. Nel suo primo processo, in presenza dell’imperatore romano, non c’era stato nessuno a difenderlo. Lo spietato Nerone credeva di essere onnipotente, ma si sbagliava. L’apostolo Paolo non era prigioniero suo, ma “prigioniero di Gesù Cristo” (Filemone 9), e il suo Signore non l’aveva dimenticato.

Nella mia prima difesa nessuno è stato al mio fianco, ma mi hanno tutti abbandonato; questo non venga loro imputato. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha fortificato, affinché per mio mezzo la predicazione fosse portata a compimento e tutti i gentili l’udissero; ed io sono stato liberato dalle fauci del leone. (2 Timoteo 4:16-17)

Parlando di Onesiforo dice: “Conceda il Signore misericordia alla famiglia di Onesiforo, perché spesse volte egli mi ha confortato e non si è vergognato delle mie catene; anzi, venendo a Roma, mi ha cercato con molta sollecitudine e mi ha trovato (2 Timoteo 1:16-17)”.

Luca, ” il medico” (Colossesi 4:14), era anche sovente presso di lui. Ma la vicinanza del Signore non lascia posto allo scoraggiamento. Egli è colui che ha vinto il mondo.

Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo. (Giovanni 16:33)

E Paolo, associato al Vincitore, vince anche lui e sa che dal “giusto Giudice” riceverà “la corona di giustizia”. Non si aspetta la grazia di Nerone; il suo desiderio è di partire da questa terra ed “essere con Cristo” (Filippesi 1:23).

Così, dal fondo della sua cella esclama: “A lui sia la gloria nei secoli dei secoli” (2 Timoteo 4:18).

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