Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù. (Filippesi 3:13-14)

L’apostolo Paolo fa allusione ai giochi effettuati negli stadi. Oggi il vincitore di una grande competizione sale su un podio. A Roma era invitato a salire i gradini dell’arena fino al palco dell’imperatore, situato nel luogo più elevato, per esservi coronato.

cielo01L’epistola agli Ebrei definisce il credente come un “partecipante dell’appello celeste” (cap. 3:1). Un appello proveniente dall’alto, che invita a venire in alto. Chi dunque ci chiama? Gesù, colui che è salito al cielo dopo avere trionfato sul peccato, sul diavolo, sul mondo e sulla morte. Noi abbiamo gli stessi nemici, ma sono già stati vinti da Gesù.

La sua presenza in cielo ne è la prova, ed è da lassù che ci invita ad approfittare della sua vittoria. Sì, la sua voce forte continua a farsi sentire in mezzo al frastuono di questo mondo e interpella anche te. Innumerevoli persone l’hanno udita e la odono ancora oggi. Gesù dice loro: “Io faccio ogni cosa nuova”. (Apocalisse 21:5)

Coloro che ne hanno fatto l’esperienza, hanno visto cambiare radicalmente la loro vita! Questa voce piena di potenza e d’amore, è quella di Cristo, non di un Cristo austero e lontano, ma vivente, il cui amore personale è un fatto ben sperimentato. Il suo esempio e la sua compagnia ci forniranno coraggio e determinazione nel cammino che conduce in alto, verso di Lui.

Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul trono. (Apocalisse 3:21)

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