Ventimila intossicati

Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che odono la parola di Dio e l’osservano». (Luca 11:28)

Il giorno spuntò come sempre a Changzhi, in Cina. Benché il sole del mattino fosse coperto di nuvole, si sentiva il calore, e la sua luce copriva i campi, le montagne e le case. Era un comune giorno di lavoro per i ventimila abitanti di Changzhi.

La gente, come di consueto, si alzò presto e aprì i rubinetti dell’acqua. Era un’acqua chiara e pulita che, come sempre, fluiva per le tubature della città e usciva dai rubinetti. Ma quel giorno qualcosa non andò bene: l’acqua era avvelenata.

In seguito si scoprì che un’industria di fertilizzanti, vicina al paese, aveva gettato nel fiume diciassette metri cubi di veleni chimici. In un solo giorno furono gravemente intossicate ventimila persone.

L’acqua è un elemento indispensabile. Senza l’acqua nessuno può sopravvivere più di tre o quattro giorni. La mancanza d’acqua non provoca solo sete, altera anche il sistema chimico ed elettrolitico del corpo, provocando una morte rapida.

La stessa cosa può succedere con molte altre cose della vita che noi riteniamo sane, utili e commestibili, ma che poi si rivelano avvelenate. Per esempio, la letteratura che leggiamo, i film che vediamo, le filosofie che studiamo, e perfino le religioni che seguiamo.

C’è un solo modo per verificare se ciò che “ingeriamo” è veleno. Se ci sottomettiamo Parola di Dio, se Cristo diventa nostro Signore, e se obbediamo fedelmente ai Suoi comandamenti, possiamo essere sicuri che non saremo avvelenati.

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