Ritorniamo indietro di circa 2000 anni, a Gerico. Zaccheo è un uomo malvisto dai suoi concittadini perché collabora con gli occupanti romani. Desidererebbe vedere quel Gesù di cui ha tanto udito parlare e che sta passando per la città.

Purtroppo, Zaccheo è piccolo di statura e la folla gli impedisce di avvicinarsi; ma questo non lo trattiene e, senza esitare, nonostante la sua posizione sociale, si arrampica su un albero per vedere meglio!

2806L’approccio di Zaccheo ci fa pensare a quello di tante persone attratte dalla personalità di Gesù, dalla sua storia, dalla sua dottrina. Vedono in Lui un maestro, un benefattore, forse un fondatore di una religione, ma non lo riconoscono come il Figlio di Dio venuto dal cielo, che ama l’uomo e vuole entrare in contatto con lui.

Quale è dunque il velo che nasconde a tanti il vero Gesù? Non è forse il fatto di vivere senza relazione con Dio, di rifiutare di riconoscere che si è peccatori davanti a Lui e di dubitare del suo amore?

Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: “Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua”. (Luca 19:5)

In quel momento le cose cambiano. Zaccheo ubbidisce e lo riceve con gioia. A casa prende coscienza delle proprie colpe e riconosce nel suo visitatore il Salvatore, il Figlio di Dio venuta dal cielo.

Egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia. Veduto questo, tutti mormoravano, dicendo: «È andato ad alloggiare in casa di un peccatore! Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo. Gesù gli disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figlio d’Abraamo; perché il Figlio dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto”. (Luca 19:6-10)

Oggi, come allora, anche tu puoi fare conoscenza con Gesù; “invitalo” a casa tua e chiedigli perdono. Sarà Lui a fare il resto, nella tua coscienza, nel tuo cuore, nella tua vita.

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