Abraamo, il padre dei credenti

Abramo è definito il padre dei credenti. Nato ad Ur, in Mesopotamia, è cresciuto in un ambiente pagano. Un giorno risponde alla chiamata di Dio, lascia la sua patria e parte verso un paese sconosciuto. Lascia una società prospera e diventa nomade nel deserto.

Dopo lunghe peregrinazioni, raggiunge la terra che Dio gli aveva promesso, e li Dio gliene dà conferma.

Allora l’Eterno apparve ad Abramo e disse: «Io darò questo paese alla tua discendenza». Allora Abramo vi costruì un altare all’Eterno che gli era apparso. (Genesi 12:7)

Molti anni dopo, Abramo parla a Dio delle sue sofferenze e del suo problema: la moglie Sara non può avere figli, come potrebbe avverarsi la promessa? Allora Dio lo fa uscire dalla tenda e gli dice:

Poi lo condusse fuori e gli disse: «Mira il cielo e conta le stelle, se le puoi contare», quindi aggiunse: «Così sarà la tua discendenza». (Genesi 15:5)

Poiché Abramo crede all’Eterno, il suo Dio, L’Eterno stesso lo dichiara giusto. E’ in quell’occasione, che Dio svela la base sulla quale può dichiarare giusti tutti quelli che gli credono: la fede.

Questo principio immutabile per tutti i tempi fa dire all’apostolo Paolo che Abramo è il Padre di tutti quelli che credono.

Beato l’uomo a cui il Signore non imputerà il peccato». Ora dunque questa beatitudine vale solo per i circoncisi, o anche per gli incirconcisi? Perché noi diciamo che la fede fu imputata ad Abrahamo come giustizia. In che modo dunque gli fu imputata? Mentre egli era circonciso o incirconciso? Non mentre era circonciso, ma quando era incirconciso. Poi ricevette il segno della circoncisione, come sigillo della giustizia della fede che aveva avuto mentre era ancora incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono anche se incirconcisi, affinché anche a loro sia imputata la giustizia, e fosse il padre dei veri circoncisi, di quelli cioè che non solo sono circoncisi, ma che seguono anche le orme della fede del nostro padre Abrahamo, che egli ebbe mentre era incirconciso. (Romani 4:8-12)

La Parola di Dio ci insegna non soltanto come diventare giusti davanti a Dio, ma anche il perché.

Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Lui ha Dio preordinato per far l’espiazione mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio, per manifestare la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha la fede di Gesù. (Romani 3:21-26)

Gesù ha pagato perché Dio potesse offrirci la sua grazia. Se gli crediamo, siamo resi giusti.

Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. (Romani 5:1-2)

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