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Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima toccava il cielo; e gli angeli di Dio salivano e scendevano per la scala. (Genesi 28:12)

Una notte, il patriarca Giacobbe sognò una scala che giungeva fino al cielo. La sera del 31 dicembre scorso, un caro amico ed i suoi familiari vennero a farci visita. Dopo aver cenato insieme, uscimmo a fare quattro passi. Raggiungemmo una vi di campagna e ci soffermammo ad osservare il cielo.

Lontano dalle luci e dai rumori del centro abitato, realizzammo tutta la bellezza e la maestosità di quel firmamento punteggiato di tanti puttini luminosi. Estasiati da tanta bellezza, considerammo che al nostro mondo super frenetico, sovraffollato e super tecnologico, è venuto a mancare il “contatto” col cielo.

Quando non esistevano le televisioni e la pubblica illuminazione, gli uomini avevano un rapporto diverso con il cielo. Oggi invece, tante, troppe “luci” si sono frapposte tra noi e la dimora del nostro amato Creatore.

Caro lettore, hai un urgente bisogno, e quel bisogno è instaurare un “contatto” con il cielo. Cielo inteso quale dimora dell’Iddio santo. Oggi stesso, poggia una scala sulla terra della tua vita e fa’ che la sua cima giunga fino alla casa di Dio. Puoi farlo, se vuoi, per mezzo una semplice e sincera preghiera. Il frastuono e i bagliori di questo mondo, ci han tolto il gusto del silenzio, della riflessione e della comunione con Dio. E’ giunto il tempo di riscoprirne tutta la preziosità.

M.A.

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