E’ il cielo che domina

Quanto a quello poi, che il re ha veduto il vigilante, ed il santo scendere dal cielo, e dire: Troncate l’albero, e fatelo in pezzi: ma lasciate però in terra una punta di sue radici: ed ei sia legato con ferro, e bronzo, e stia all’aperto sull’erba, e sia asperso dalla rugiada del cielo, e colle fiere abbia comune il pascolo, fino a tanto che sette tempi passino per lui così. Questa è l’interpretazione della sentenza dell’Altissimo pronunziata contro il re mio signore: Ti cacceranno dalla compagnia degli uomini, e colle bestie, e colle nere avrai comune l’albergo, e qual bue mangerai del fieno, e dalla rugiada del cielo sarai asperso: e sette tempi passeranno così per te, fino a tanto che tu conosca, come l’Altissimo ha dominio sopra il regno degli uomini, e lo dà a chi gli pare. (Daniele 4:20-22)

Il re Nabucodonosor sognò un grande albero dal fogliame bello e dal frutto abbondante. Sotto quell’albero facevano il nido gli uccelli del cielo. Ad un tratto, quel bellissimo albero venne tagliato.

Il profeta Daniele interpretò il sogno e rivelò che l’albero rappresentava il re. Il suo regno era divenuto grande e forte, Ora, però, era giunto il tempo di fare i conti. Iddio gli avrebbe tolto il regno fino al giorno in cui non avrebbe riconosciuto che “che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e lo dà a chi vuole” (Daniele 4:25). E così fu! Nabucodonosor fu deposto dal trono e perse la ragione per sette, lunghi anni. Poi riconobbe l’autorità di Dio su tutti i regni umani.

In quello stesso punto ritornò in me la mia mente, e rientrai nell’onore, e nella magnificenza del mio regno, e tornò a me la mia prima figura, e i miei magnati, e i magistrati cercarono di me, e fui rimesso nel mio regno, e la mia grandezza si accrebbe. Or adunque io Nabucodonosor lodo, e celebro, e glorifico il Re del cielo, perché le opere di lui sono rette, e le sue vie sono giustizia, ed egli può umiliare i superbi. (Daniele 4:33-35)

Questa storia c’insegna che anche gli uomini più grandi e potenti del pianeta, un giorno, saranno chiamati a riconoscere che Dio è Colui che dà ed è Colui che toglie. Grazie a Dio, il potente re pagano ebbe l’opportunità di ravvedersi giusto in tempo. Oggi hai anche tu questa preziosa opportunità.

Meglio farlo qui sulla terra. Non resistere e non rimandare. Un giorno: “ogni ginocchio si piegherà ed ogni lingua confesserà che Gesù Cristo è il Signore” (Romani 14:11)

M.A.

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