Le conseguenze della ribellione

Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. (Romani 5:10)

La catastrofe si è appena consumata. Adamo ed Eva hanno dato ascolto alle menzogne di satana che, mettendo in dubbio la Parola di Dio, li ha tratti in inganno. Hanno disobbedito a Dio e adesso hanno paura di Lui e si nascondono dietro gli alberi del giardino.

Ma Dio li cerca, li trova, e interroga Adamo su ciò che è successo. La risposta è significativa: “La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero, e io ne ho mangiato” (Genesi 3:12). In altre parole, Adamo scarica la colpa prima su Dio, poi su sua moglie.

L’uomo non ha forse, anche oggi, lo stesso atteggiamento nei confronti di Dio? La sofferenza, ad esempio, è una conseguenza diretta del peccato dell’uomo. Eppure, il primo istinto che insorge nell’uomo è accusare Dio. Le guerre che divampano nel mondo mostrano bene come l’uomo si sia allontanato dal Dio d’amore.

Bisogna prendersela con Lui se delle popolazioni intere si massacrano e se dei bambini soffrono così tanto, se c’è gente che muore di fame mentre altri sprecano il cibo, se le risorse del pianeta sono così mal gestite? Tutti questi mali sono la conseguenza della ribellione contro Dio. Perché, dunque, Dio dovrebbe essere considerato responsabili?

Ma anche per mezzo delle catastrofi naturali Dio parla all’umanità, e lo fa per sollecitare l’uomo a ravvedersi e credere a Lui. Guai a mettere il nostro Creatore sul banco degli imputati o chiedere conto a Lui delle conseguenze del nostro peccato e della nostra incredulità.

Eppure, nonostante tutto, Dio ama la creatura anche se si è ribellata a Lui. Per liberarla dalle conseguenze del peccato, ha scarificato il suo unico Figlio e l’ha punito sulla croce al posto nostro, per poterci perdonare i peccati. Invece di accusare Dio, confessiamogli il nostro peccato e accettiamo la Sua grazia.

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *