Non sono venuto per i giusti

Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento. (Luca 5:32)

Il Signore, chiamando uno dei Suoi futuri discepoli dalla classe dei pubblicani, dimostra la Sua misericordia verso gli umili, ignorando lo spirito religioso dei farisei. Siamo troppo inclini a giudicare dall’esteriorità secondo le regole del mondo, ma dovremmo imparare da Gesù ad amare la condizione degli umili e annunziare loro la salvezza.

La figura di Levi rappresenta ogni uomo. Anche noi eravamo nel peccato e legati dai nostri interessi, ma dietro la facciata della nostra vita, il Signore vedeva in noi il bisogno della Sua grazia. Egli ci ha chiamati come fece con Levi, allo stesso modo ci ha offerto la possibilità di una nuova comunione con Lui. In questa semplice risposta all’invito del Maestro, si manifesta il sentimento di un cuore che riconosce il bisogno del Salvatore.

Non consideriamoci salvati perché degni della grazia, né tantomeno oggi ci dobbiamo reputare migliori degli altri. Piuttosto, predichiamo la Buona Novella a tutti coloro che vivono nel peccato, affinché conoscano la gioia della salvezza.

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