Possiamo consapevolmente dire che la nostra vita ha una direzione?

Questa domanda può essere compresa in due modi, entrambi ugualmente importanti.

Il primo è: Dove va la mia vita? Quale è il suo senso, il suo scopo. Verso quale porto si dirige la mia barca? E poi è proprio un porto o potrebbe essere una scogliera sulla quale mi attende il naufragio?

Sarebbe un insesato quel viaggiatore che si ostinasse a proseguire la sua rotta senza avere la minima idea circa la sua destinazione. Eppure è questo l’atteggiamento di un’immensa parta dell’umanità. Forse anche tu sei tra questi? Se fosse così, devi convenire che questo modo di procedere sfida ogni parenza di raziocinio.

Il secondo modo di comprendere la domanda è: la mia vita ha forse una direzione, nel senso che vi è qualcuno che la dirige? Forse diciamo anche noi come Lord Byron, il famoso poeta inglese: “Io sono il padrone del mio destino, il capitano della mia vita”.

In questo caso altre domande sorgono alla mente: Sono un buon capitano? Padrone dei miei atti e delle mie reazioni, saggio nelle mie decisioni, prudente nel fare i miei progetti? Così facendo, sono in grado di rispettare le leggi divine?

A queste domande, il credente risponde: Gesù è il mio unico scopo, Gesù è il mio Maestro. Il credente sa dove va e a chi ha confidato la direzione della sua vita.

Chi dirige la tua vita? E in vista di quale scopo?

Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui. (Giovanni 14:21)

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