Protestare?

Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua? (Matteo 16:26)

Nei paesi occidentali le manifestazioni di protesta sono frequenti e diffuse; ma vi sono molti gravi problemi per i quali nessuno scende nelle strade.

Che dire dei milioni di persone che soffrono la fame? Dei bambini vittime di sevizie? Dei quaranta milioni di essere umani uccisi ogni anno nel mondo ancora prima di nascere? Dei giovani che muoiono di incidente uscendo dalle discoteche? Degli adulteri che distruggono tante famiglie e innescano spirali di violenze e brutalità? Di questi argomenti si parla, ma le soluzioni sono lontane.

La Bibbia ci mostra la gravità del peccato dell’uomo che volta le spalle al suo Creatore, e dice che questa è la causa di tutti i mali che ci sono sulla terra. Hai prestato attenzione alla predicazione del Vangelo che chiama uomini e donne a ritornare a Dio?

Ma c’è di più. Come si può essere sensibili ai pericoli del presente e non preoccuparsi di cosa avverrà quando ognuno di noi dovrà rendere conto a Dio della propria vita? E’ oggi che bisogna regolare questa questione, e ci vuole una scelta personale.

Dio non si limita ad avvertirci, ma ci offre il mezzo di salvezza. Non si tratta di partecipare alle proteste di massa per le riforme sociali; Dio chiede a ciascuno di noi di pentirsi, di riconoscere sinceramente che non valiamo più degli altri, di essere dispiaciuti del nostro allontanamento da Dio, e di mettere la nostra fiducia nel Signore Gesù Cristo.

Perché non preoccuparci prima di tutto di queste cose?

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