Un viaggio pieno di ostacoli

Appiana il sentiero dei tuoi piedi, e tutte le tue vie siano ben stabilite. Non deviare né a destra né a sinistra; ritira il tuo piede dal male. (Proverbi 4:24-27)

Una volta che l’uomo ha iniziato a camminare dopo la conversione, deve essere cosciente che il suo viaggio non sarà una passeggiata. Sa dove deve arrivare; ha in mano una buona carta stradale: la Bibbia. E poi il Signore cammina al suo fianco, lo tiene per mano.

Talvolta la strada è dura, disseminata di pietre che torcono i piedi, altre volte è ripida in salita; in genere è per raggiungere una vetta, perché la difficoltà, quando è superata, rende più forti.

Talvolte piove, il cielo è grigio, basso, tutto è umido di lacrime; oppure la strada è velata dalla nebbia, non si vede più nulla; qual’è il cammino corretto da scegliere?

Allora si chiama, si grida, e si riceve con ardore quella mano soccorrevole. Ascoltando con attenzione, si ode come un mormorio: “Vieni, è da questa parte”, poichè si cammina per la fede e non per la vista.

Talvolte davanti a me si apre un tunnel e l’oscurità mi impedisce di vedere chiaramente il cammino che ho davanti. Forse un malattia, un lutto, un periodo in cui tu, Signore, ti nasconderesti? La mia preghiera è senza calore, ogni sforzo sembra vano. Signore, io so che mi condurai verso l’uscita di questo tunnel, verso la luce.

Qui vi è un incrocio. Quale strada prendere? Signore, vienimi in aiuto per mostrarmelo. Rimetto l’intero mio viaggio tra le tue mani; io so che mi guiderai verso la tua casa, Signore!

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