Perché se siamo fuor di senno, è per Dio, e se siamo di buon senno, è per voi; infatti l’amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono; e ch’egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. (2 Corinzi 5:13-15)
Costringere, significa: uno che forza l’altro a fare qualcosa che di sua volontà non farebbe mai. L’apostolo Paolo vede sotto quest’aspetto l’opera del suo ministero al servizio del Signore. Guardiamo, però, l’altro lato della sua vita, quando si esprime con canti di gioia per la comunione che gode col suo Signore.
Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie! (Romani 11:33)
L’amore di Dio attraversa l’animo dei credenti, plasma, quindi ci trasmette quell’amore che il Signore usa verso i peccatori.
Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:16)
Nel credente c’è una sofferenza e dolore per la morte del peccatore. Gesù pianse per il popolo di Gerusalemme.
E come egli si avvicinava, vide la città e pianse su di essa, dicendo: «Oh, se tu, proprio tu, avessi riconosciuto almeno in questo tuo giorno le cose necessarie alla tua pace! Ma ora esse sono nascoste agli occhi tuoi. Poiché verranno sopra di te dei giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti accerchieranno e ti assedieranno da ogni parte. E abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te; e non lasceranno in te pietra su pietra, perché tu non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». (Luca 19:41-44)
Il credente sente la necessità impellente di predicare il Vangelo!
Infatti, se io predico l’evangelo, non ho nulla da gloriarmi, poiché è una necessità che mi è imposta; e guai a me se non predico l’evangelo! (1 Corinzi 9:16)
I quattro lebbrosi della città di Samaria, dovrebbero essere per noi di grande esempio.
Or c’erano quattro lebbrosi all’ingresso della porta, i quali dissero tra di loro: «Perché stiamo seduti qui aspettando di morire? Se diciamo: “Entriamo in città”, in città c’è la fame e vi moriremo; se restiamo qui, moriremo ugualmente. Or dunque venite, andiamo a presentarci nell’accampamento dei Siri; se ci lasceranno vivere, vivremo; se ci daranno la morte, moriremo».
Al crepuscolo si alzarono per andare all’accampamento dei Siri; come giunsero all’estremità dell’accampamento dei Siri, ecco che non c’era nessuno. Il Signore infatti aveva fatto udire all’esercito dei Siri un rumore di carri e un rumore di cavalli, il rumore di un grande esercito, ed essi si erano detti l’un l’altro: «Ecco, il re d’Israele ha assoldato contro di noi i re degli Hittei e i re degli Egiziani per assalirci».
Perciò essi, al crepuscolo, si erano levati ed erano fuggiti abbandonando le loro tende, i loro cavalli e i loro asini, l’intero accampamento così com’era; erano così fuggiti per salvare la loro vita. Giunti all’estremità dell’accampamento, quei lebbrosi entrarono in una tenda, e mangiarono e bevvero; poi portarono via argento, oro e vesti e andarono a nasconderli.
Quindi ritornarono e entrarono in un’altra tenda; anche di là portarono via varie cose e andarono a nasconderle. Ma poi dissero fra di loro: «Non facciamo bene così; questo è un giorno di buone novelle, ma noi ce ne stiamo zitti. Se aspettiamo fino alla luce del mattino, ci potrebbe venire addosso un castigo. Perciò ora sbrighiamoci e andiamo ad informare la casa del re». (2 Re 7:3-9)
Non tratteniamo solo per noi quel che abbiamo avuto in dono.
Per me la sorte è caduta in luoghi dilettevoli; sì, una bella eredità mi è toccata. (Salmo 16:6)
Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo ritroverai. Fanne parte a sette e anche a otto, perché tu non sai quale sventura ti può accadere sulla terra. (Ecclesiaste 11:1-2)
In vista di quello che è scritto nelle Sacre Scritture, le profezie, e con la velocità d’adempimento, non dovremmo far passare nessuno accanto senza informarli del messaggio del Vangelo, la “Buona Notizia” di Dio agli uomini per la loro salvezza… e anche del pericolo che incombe su tutta l’umanità.




