Ciascuno infatti porterà il proprio fardello. (Galati 6:5)
Nella vita di tutti i giorni, in casa, al lavoro o per la strada, ricorrono molto spesso, nei ragionamenti, frasi come: è colpa sua, non sono stato io, sono innocente… e cosi via.
Sembra un ritornello quasi naturale e spontaneo scaricare le proprie colpe sugli altri e non prendersi mai le proprie responsabilità su ciò che accade. Questo tipo di atteggiamento, così detto: scarica barile, risale alla prima caduta dell’uomo e della donna nel giardino dell’Eden.
Dio aveva dato un comandamento preciso, ma non fu rispettato; avendo disubbidito s’incolparono l’un l’altro; Adamo incolpava Eva e via di seguito.
Oggi ognuno di noi giudica e sa bene che nessuno di loro era innocente, quindi, quanto sarebbe più salutare che ciascuno esaminasse l’opera propria, solo così avrà modo di vantarsi in rapporto a se stesso senza paragonarsi agli altri.
Ora esamini ciascuno l’opera sua, e allora avrà ragione di vantarsi solamente di se stesso e non nei confronti degli altri. (Galati 6:4)
Ognuno di noi è conscio davanti a Dio delle proprie azioni, siano esse giuste o sbagliate. Non facciamo come quell’uomo che in punto di morte disse a sua moglie:
“Cara, tu sei rimasta accanto a me nei momenti più duri e difficili: quando fui licenziato dal lavoro, quando andai in bancarotta, quando m’ammalai… rimanesti sempre al mio fianco”. Dopo alcuni momenti la guardò negli occhi ed esclamò: “Vuoi sapere una cosa? Tu mi porti sfortuna!”
Smetti di scaricare le colpe sugli altri e divieni responsabile delle tue azioni, solo così mostrerai un’attitudine matura e cristiana.




