Una misericordia che è costata cara

Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia, con benignità verso di noi in Cristo Gesù. (Efesini 2:4-7)

Ai nostri giorni si professa una benevolenza universale, una tolleranza senza limite, un lassismo generale e generoso, un rispetto delle differenze che si spinge fino ad ammettere l’inammissibile, una larghezza di vedute che viene assimilata, senza altro esame, all’amore per il prossimo e alla carità cristiana.

“Ad ogni peccato, misericordia”, si dice. Non è forse l’Evangelo? No, è la negazione del Vangelo. Perché questa specie di benevolenza o di misericordia piena di comprensione non è altro che indifferenza verso la verità e l’errore, il bene e il male. E’ l’atteggiamento egoistico di quelli che non vogliono lasciarsi turbare nella loro tranquillità personale.

Tutt’altro è la carità cristiana autentica. Essa prova una grande sollecitudine, una grande sofferenza in presenza del male. Se si ha amore vero per quelli che si smarriscono, non si lascia passare occasione per avvertirli.

L’esempio ci viene dall’alto. Il Figlio di Dio ha sacrificato la sua vita per amore degli uomini.

Quale riconoscenza riempie un uomo quando comprende che Cristo, l’unico al mondo che sia irreprensibile, ha dato la sua vita per lui, che non meritava un tale amore. Una misericordia che è costata così cara appare tanto inattesa, tanto inaudita, tanto impossibile, che un cambiamento profondo si opera in colui che crede. R. Barilier

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