Se dite a qualcuno che è ben lontano dall’essere perfetto e che ha delle colpe, probabilmente sarà d’accordo. Ma se gli dite che è un peccatore davanti a Dio, difficilmente lo accetterà.
Per molte persone, peccare significa al massimo fare un torto agli altri. Ma il peccato non si misura in rapporto con se stessi o col torto fatto agli altri. Il peccato si misura in rapporto a Dio.
Che cos’è dunque il peccato? E’ tutto ciò che offende Dio, tutto ciò che contraddice la sua pefezione morale. La menzogna è un peccato perché Dio è veritiero e ama la verità. L’egoismo è un peccato perché Dio è amore.
Dio deve a se stesso di giudicare il peccato. Ma ecco che il Figlio stesso di Dio si è offerto in sacrificio per cancellare i peccati di tutti quelli che credono in lui. Li ha presi a proprio carico e, sulla croce del Calvario, ha subito da parte di Dio il giudizio che noi meritavamo a causa di quei peccati.
Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:21-24)
Dio non può esigere un altro riscatto, un altro sacrificio. Infatti si dichiara sodisfatto dall’opera di Gesù Cristo, lo ha mostrato risuscitandolo ed elevandolo nella gloria.
Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, affinché come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. (Romani 5:20-21)
Fai parte di coloro che gli credono. Fatti questa domanda, seriamente.




