Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere. (Tito 2:11-14)
La grazia di Dio ha cominciato col portare la salvezza a tutti gli uomini. Sta a noi riceverla. Poi essa istruisce quelli che l’hanno ricevuta.
Solo dopo aver creduto, gli uomini possono essere istruiti. Quelli che sono stati salvati formano una nuova famiglia che ha bisogno d’istruzione.
La grazia se ne fa carico.
La grazia non migliora il peccatore, lo salva. Il peccato separa l’uomo da Dio, la grazia lo porta a Dio. Il peccato assoggetta l’uomo a Satana, la grazia lo libera da questa schiavitù. Il peccato produce la morte, la grazia dà la vita eterna. Il peccato conduce l’uomo al giudizio, la grazia gli porta la giustizia, quella di Gesù Cristo. Il peccato ha come conseguenza la condanna e la perdizione, la grazia toglie questa condanna per sempre.
Ecco in che cosa consiste l’insegnamento della grazia. Essa ci insegna:
- a respingere l’empietà e le passioni mondane
- a vivere sobriamente verso sé stessi, giustamente verso il prossimo e pienamente nei confronti di Dio
- ad aspettare la realizzazione della nostra beata speranza; essere con Gesù Cristo per sempre.




