Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato. (Romani 1:20-21)
Ci sentiamo frustrati ed offesi quando qualcuno non ci dice “grazie”, per un regalo o un favore ricevuto. Lo consideriamo maleducato e perdiamo il desiderio di fare qualcosa per lui.
In generale, la cortesia non è sempre all’ordine del giorno; molti bambini – e anche adulti – non sanno più dire grazie; probabilmente considerano ogni cosa come dovuta.
Questo ci urta sopratutto se la cosa riguarda noi personalmente. Eppure, ognuno di noi dimentica spesso di ringraziare il più grande dei Donatori: Dio.
Ringraziare fa parte dei doveri più elementari della creatura verso il suo Creatore. La salute, le gioie della famiglia, il lavoro, i mezzi di sussistenza, e persino l’aria che respiriamo, nulla è dovuto, nulla è un diritto, niente viene da solo, tutto è occasione per dire grazie al nostro grande Benefattore.
E il primo di tutti i suoi doni, il Dono per eccellenza, è il suo unico Figlio, Gesù Cristo, che Dio ha mandato a noi, peccatori, per compiere l’opera di salvezza. E’ questo, per ogni credente, un motivo costante di riconoscenza.
Or sia ringraziato Dio per il suo dono ineffabile. (2 Corinzi 9:15)




