Ancora una prova

Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto». Or Gesù fece ancora molti altri segni in presenza dei suoi discepoli, che non sono scritti in questo libro. Ma queste cose sono state scritte, affinché voi crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome. (Giovanni 20:29-31)

Di quante prove abbiamo bisogno per decidere di credere in Dio e avere fiducia in lui? Nel creato egli manifesta a tutti la sua potenza e la sua bontà, nella Bibbia rivela il suo amore, la sua santità e la sua giustizia. Ci mette davanti agli occhi il compimento delle profezie. Parla della nostra coscienza e al nostro cuore con la vita perfetta di Gesù.

Dio non ha bisogno di provare la sua esistenza, perché Egli è.

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono». (Esodo 3:14)

Ma attraverso la sua creazione e la sua Parola egli ci mette a disposizione indizi che invitano alla fiducia, e chiedono una risposta alla fede.

Gesù Cristo fece numerosi miracoli, diversi e sorprendenti. Al termine della sua vita sulla terra, gli uomini reclamarono da lui ancora un segno dal cielo, per riconoscere in lui il Figlio di Dio. Allora Gesù fece loro notare che sapevano prevedere il tempo osservando il colore del cielo, ma erano incapaci di discernere i segni spirituali dei tempi. Non sapevano riconoscere i tempi della grazia, né la presenza di Dio in mezzo a loro.

Per questo il Signore rifiutò di compiere nuovi miracoli. Ma li avvertì che avrebbe dato loro un ultimo segno: quello del profeta Giona, che prefigura la morte di Cristo, e, dopo tre giorni, la sua risurrezione.

Ma egli rispose loro e disse: «Quando si fa sera, voi dite: “Farà bel tempo perché il cielo rosseggia”. E la mattina dite: “Oggi farà tempesta perché il cielo tutto cupo rosseggia”. Ipocriti, ben sapete dunque distinguere l’aspetto del cielo, ma non riuscite a discernere i segni dei tempi? Una generazione malvagia ed adultera richiede un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno del profeta Giona». E, lasciatili, se ne andò. (Matteo 16:2-4)

Ecco il segno essenziale, il dono di Gesù, fino alla morte, seguita dalla risurrezione che attesta la sua vittoria sulla morte stessa. Questo segno parla, nello stesso tempo, sia dell’amore di Dio che della sua giustizia e della sua potenza.

E’ il mezzo con cui possono essere sensibilizzati i nostri cuori e la nostra coscienza. Quale prova supplementare potremmo desiderare?

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