Finire bene

Insegnaci dunque a contare i nostri giorni, per ottenere un cuore savio. (Salmo 90:12)

Mettiamoci per un momento al posto del re Ezechia: è malato e Dio gli manda a dire dal profeta Isaia che sta per morire.

In quel tempo Ezechia si ammalò mortalmente. Il profeta Isaia, figlio di Amots, si recò da lui e gli disse: «Così parla l’Eterno: Metti in ordine la tua casa, perché morirai e non guarirai». Ezechia allora voltò la faccia verso la parete e pregò l’Eterno: «Ti supplico, o Eterno, ricordati come ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho fatto ciò che è bene ai tuoi occhi». Poi Ezechia diede in un gran pianto. (Isaia 38:1-3)

Ben diverso è l’atteggiamento di Giacobbe alla fine della sua vita: egli da ordini ai suoi figli, riguardo alla propria sepoltura, e adora appoggiandosi in cima al suo bastone.

Per fede Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e adorò, appoggiato alla sommità del suo bastone. (Ebrei 11:21)

Quando l’Eterno dice a Mosè: “Ecco si avvicina il giorno della tua morte” -, che cosa fa il patriarca? Scrive un cantico alla gloria di Dio, perché le generazioni future possano celebrare la Sua grandezza.

Nella lettera ai Filippesi, l’apostolo Paolo pensa alla fine della sua vita. Da una parte vorrebbe vivere ancora un pò di tempo per servire i suoi fratelli in Cristo, ma, d’altra parte, desidera partire ed essere con Cristo; il che, dice, è molto meglio.

Ma non so se il vivere nella carne sia per me un lavoro fruttuoso, né posso dire che cosa dovrei scegliere, perché sono stretto da due lati: avendo il desiderio di partire da questa tenda e di essere con Cristo, il che mi sarebbe di gran lunga migliore, ma il rimanere nella carne è più necessario per voi. (Filippesi 1:22-24)

Quando sarà arrivato il momento di lasciare la scena di questo mondo, adorerai come Giacobbe, loderai Dio come Mosè, ti rallegrerai come Paolo al pensiero di andare con il Signore oppure piangerai come Ezechia?

Per questo, abbiamo bisogno di vivere, ogni giorno, nella prospettiva dell’eternità.

È meglio andare in una casa dove c’è lutto, che andare in una casa dove si fa festa, perché quella è la fine di ogni uomo, e chi vive vi porrà mente. (Ecclesiaste 7:2)

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