E spesso lo ha gettato nel fuoco e nell’acqua per distruggerlo ma, se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». E Gesù gli disse: «Se tu puoi credere, ogni cosa è possibile a chi crede». Subito il padre del fanciullo, gridando con lacrime, disse: «Io credo Signore, sovvieni alla mia incredulità». (Marco 9:22-24)
“Sono come Tommaso, credo colo a quello che vedo!” L’espressione è diventata popolare. Ma c’è anche una giusta risposta a questa affermazione: “Sì, ma Tommaso, alla fine ha creduto.”
Chi era Tommaso? Era uno dei dodici apostoli che Gesù si era scelto perché lo seguisse costantemente. Per tre anni e mezzo Tommaso è vissuto vicino a Gesù Cristo, ha imparato a conoscerlo come colui che andava dappertutto facendo del bene.
Voi sapete ciò che è accaduto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicò: come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. (Atti 10:38)
S’è affezionato a lui. Poco prima dell’arresto di Gesù, i discepoli avevano avuto paura di ritornare a Gerusalemme.
I discepoli gli dissero: «Maestro, i Giudei poco fa cercavano di lapidarti e tu vai di nuovo là?». (Giovanni 11:8)
Tommaso, molto coraggiosamente, aveva risposto ai suoi compagni:
Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui». (Giovanni 11:16)
Il nostro cuore è altrettanto impegnato, ardente? Fin dove vogliamo seguire Gesù Cristo?
Un pò più tardi, Gesù annuncia la sua prossima partenza per il cielo, la casa del Padre suo.
«Il vostro cuore non sia turbato; credete in Dio e credete anche in me. Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve lo avrei detto; io vado a prepararvi un posto. E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi. Voi sapete dove io vado e conoscete anche la via».
Tommaso gli disse: «Signore, noi non sappiamo dove vai; come dunque possiamo conoscere la via?». Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se mi aveste conosciuto, avreste conosciuto anche mio Padre; fin da ora lo conoscete e l’avete visto». (Giovanni 14:1-7)
La sera della sua risurrezione, Gesù Cristo viene a vedere i suoi apostoli. Tommaso è assente. Quando gli amici gli annunciano la notizia straordinaria, rimane freddo e incredulo.
Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò». (Giovanni 20:25)
Queste parola dimostrano per lo meno una cosa: Tommaso ha seguito con precisione quanto è avvenuto alla morte del Signore Gesù. Sa che le sue mani sono state forate da chiodi e che il suo costato è stato trafitto dalla lancia di un soldato.
Come risponderà Gesù alle parole di Tommaso?
Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» (Giovanni 20:26-29)
Che grazia, che amore di Gesù! Tommaso esclama allora con tutto il cuore: “Signore mio e Dio mio!” La relazione è ristabilita, i dubbi di Tommaso sono scomparsi.
Questo personaggio ci è vicino. E’ coraggioso, tutto d’uno pezzo, semplice, affettuoso, incredulo, poi convinto. E noi, aspettiamo di vedere qualcosa, o possiamo fin d’ora dichiarare: “Signore mio e Dio mio”?



