Paolo, apostolo di Gesù Cristo, per comando di Dio, nostro Salvatore, e del Signore Gesù Cristo, nostra speranza, a Timoteo, mio vero figlio nella fede: grazia, misericordia e pace da Dio nostro Padre e da Cristo Gesù, nostro Signore. (1 Timoteo 1:1-2)
Che differenza c’è fra questi due attributi di Dio spesso considerati sinonimi?
In via generale si può affermare che la sua misericordia non ci dà quello che meritiamo: il castigo; mentre la sua grazia ci dà ciò che non meritiamo: il perdono;
La grazia e la misericordia sono come le due facce di una medaglia. La grazia conduce all’amore che si trova nel cuore di Dio, la misericordia valuta ogni situazione in funzione dei nostri bisogni e considera le motivazione delle nostre azioni. Dio esamina ogni cosa.
La misericordia ci trova nel luogo in cui il diavolo ci ha lasciati spogli e feriti, come il viaggiatore assalito dai briganti lungo la strada che va da Gerusalemme a Gerico nella parabola del buon Samaritano.
Gesù allora rispose e disse: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei ladroni i quali, dopo averlo spogliato e coperto di ferite, se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada e, veduto quell’uomo, passò oltre, dall’altra parte. Similmente anche un levita si trovò a passare da quel luogo, lo vide e passò oltre, dall’altra parte. Ma un Samaritano, che era in viaggio, passò accanto a lui, lo vide e ne ebbe compassione. E, accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. E il giorno dopo, prima di partire, prese due denari e li diede al locandiere, dicendogli: “Prenditi cura di lui e tutto quello che spenderai in più, te lo renderò al mio ritorno”. (Luca 10:30-35)
Con misericordia, il Samaritano cura il ferito, lo conduce in una locanda e lascia al proprietario il denaro necessario perché se ne occupi fino al suo ritorno.
La misericordia di Dio entra in gioco prima ancora che noi riconosciamo la nostra colpevolezza, ma essa non cessa con la conversione, anzi sostiene il credente per tutta la vita.
È una grazia dell’Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà. (Lamentazioni 3:22-23)
Oggi, come Mediatore presso a Dio, Gesù Cristo è sensibile alle nostre debolezze, ai nostri limiti; egli non è superato da alcuno dei nostri problemi.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno. (Ebrei 4:16)



