Infatti io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. (Romani 1:16)
Come si può avere vergogna di una buona notizia? L’Evangelo, che significa buona notizia, non è riservato ai deboli di mente, ai sempliciotti.
L’apostolo Paolo è un esempio significativo. Istruito nella migliore scuola rabbinica dell’epoca, ha potuto, meglio di altri, testimoniare la sua trasformazione totale quando Gesù Cristo l’ha incontrato sulla via di Damasco.
Saulo intanto, spirando ancora minacce e strage contro i discepoli del Signore, si recò dal sommo sacerdote, e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato alcun seguace della Via, uomini o donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme.
Or avvenne che, mentre era in cammino e si avvicinava a Damasco, all’improvviso una luce dal cielo gli folgorò d’intorno. E, caduto a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Ed egli disse: «Chi sei, Signore?». E il Signore disse: «Io sono Gesù, che tu perseguiti; ti è duro recalcitrare contro i pungoli». Allora egli, tutto tremante e spaventato, disse: «Signore, che vuoi ch’io faccia?». E il Signore: «Alzati ed entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare». (Atti 9:1-6)
Il campione del giudaismo è stato atterrato quel giorno dalla potenza di Dio. Tale potenza è capace di commuovere i cuori, sconvolgere delle vite, trasformarle completamente.
Dio non vuole opprimerci, ma salvare tutto il nostro essere: spirito, anima e corpo. Chi potrebbe dire di non avere bisogno di salvezza, di liberazione, di perdono?
L’Evangelo non è riservato ad alcune persone ben disposte, ma è per tutti, poiché tutti siamo peccatori davanti a Dio, abbiamo tutti bisogno di salvezza.
Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:21-22)
Iniziando il suo ministero in Galilea, Gesù diceva:
Ora, dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù venne in Galilea predicando l’evangelo del regno di Dio, e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all’evangelo». (Marco 1:14-15)
Ma c’è una condizione per essere liberato dai propri peccati e ricevere la vita eterna fin da oggi: riconoscersi peccatori, pentirsi, credere semplicemente quello che Dio dice nella Bibbia di noi e di suo Figlio Gesù Cristo, il Salvatore del mondo.



