Il voto dell’ONU

Io sono per la pace; essi invece, quando parlo, sono per la guerra. (Salmo 120:7)

Il 10 Novembre 1998 l’ONU ha proclamato, con un voto storico sottoscritto da tutti i premi Nobel della pace allora in vita, che il primo decennio del XXI secolo (2001-2010) sarebbe stato “il decennio della pace e della non violenza per gli abitanti del mondo”.

Questo testo, che doveva essere insegnato in tutte le scuole, era sostenuto da molte organizzazioni non governative, da gruppi religiosi e dai “media”. Venti paesi si sono impegnati per un avvenire senza guerra.

Ci rallegriamo per questa decisione, perché il XX secolo è stato indubbiamente il più sanguinoso della nostra storia. Come non desiderare la pace e la giustizia tra gli uomini?

Ma a che servono le buono risoluzioni? Sono spazzate via come fuscelli di paglia sotto le pressioni d’interessi divergenti. Così la violenza e le guerra hanno segnato i primi dieci anni di questo nuovo secolo e il secondo decennio non sembra essere migliore.

La guerra ha la sua sorgente nella violenza innata in ogni essere umano. Se è vero che c’è un rapporto di causa-effetto fra il male dell’individuo e quello della società, è pur vero che ogni essere umano ha la sua parte di responsabilità.

Non possiamo invocare l’ingiustizia e le debolezze degli altri per scusare il male che commettiamo.

Ma come si può cambiare la natura umana, che è una natura di peccato?

L’Evangelo porta la risposta: Dio può e vuole cambiare il nostro cuore! Egli purifica l’essere interiore e la coscienza di chi viene a lui per mezzo di Gesù Cristo.

Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso. Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito. (Efesini 2:14-18)

E fa anche di più: riversa il suo amore nel cuore del credente; infatti Lui, il Dio di pace, rende partecipe della Sua stessa natura colui che crede nel sacrificio del suo Figlio Gesù Cristo.

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