Allora Giobbe rispose e disse: «Sì, io so che è così, ma come può un uomo essere giusto davanti a Dio? (Giobbe 9:1-2)
In tribunale, la causa d’un accusato è persa quando il giudice gli dà torto e pronuncia una condanna contro di lui.
Ora, la causa dell’uomo peccatore è completamente persa. Infatti i suoi peccati hanno costretto Dio a pronunciare una sentenza di morte.
Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:23)
Nessuno sfugge a questa terribile condanna. Fosse pure la persona migliore al mondo, la Parola di Dio dichiara:
Che dunque? Abbiamo noi qualche superiorità? Niente affatto! Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che tanto Giudei che Greci sono tutti sotto peccato, come sta scritto: «Non c’è alcun giusto, neppure uno. (Romani 3:9-10)
Il Signore Gesù è venuto a visitare noi peccatori. Ma ci ha forse difesi, come un avvocato difende il suo cliente? Assolutamente no!
Un avvocato non può perorare una causa dopo che l’imputato è stato definitamente dichiarato colpevole e condannato. Inoltre, la causa dell’uomo non poteva essere difesa. La presenza di Gesù, il Santo e il Giusto, metteva in evidenza la completa colpevolezza degli uomini.
Allora, potresti dire: perché Gesù è venuto sulla terra?
E’ venuto per subire lui l’esecuzione della terribile sentenza pronunciata contro di noi dalla giustizia inflessibile di Dio. E’ morto in croce come un malfattore per subire il castigo che noi meritavamo a causa dei peccati che abbiamo commesso.
Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi, e camminate nell’amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave. (Efesini 5:1-2)
Perché l’ha fatto? Era l’unico a non meritare questo giudizio; l’ha dimostrato nella sua vita di perfezione sulla terra. E’ l’amore che ha spinto Gesù Cristo a sacrificarsi.
È meglio infatti, se tale è la volontà di Dio, soffrire facendo il bene piuttosto che facendo il male, perché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto per gl’ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte nella carne, ma vivificato dallo Spirito, nel quale egli andò anche a predicare agli spiriti che erano in carcere, che un tempo furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate attraverso l’acqua, la quale è figura del battesimo (non la rimozione di sporcizia della carne, ma la richiesta di buona coscienza presso Dio), che ora salva anche noi mediante la risurrezione di Gesù Cristo, il quale è andato in cielo ed è alla destra di Dio, dove gli sono sottoposti angeli, potestà e potenze. (1 Pietro 3:17-22)
Qual’è la risposta del nostro cuore a un simile amore?



