Or il suo figlio maggiore era nei campi; e come ritornava e giunse vicino a casa, udì la musica e le danze. Chiamato allora un servo, gli domandò cosa fosse tutto ciò. E quello gli disse: “È tornato tuo fratello e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perché lo ha riavuto sano e salvo”.
Udito ciò, egli si adirò e non volle entrare; allora suo padre uscì e lo pregava di entrare. Ma egli, rispose al padre e disse: “Ecco, son già tanti anni che io ti servo e non ho mai trasgredito alcun tuo comandamento, eppure non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma quando è tornato questo tuo figlio, che ha divorato i tuoi beni con le meretrici, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato”. Allora il padre gli disse: “Figlio, tu sei sempre con me, e ogni cosa mia è tua. Ma si doveva fare festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”». (Luca 15:25-32)
Ecco l’altro figlio. Non ha lasciato la casa. E’ rimasto al servizio del padre durante l’assenza del fratello minore che aveva preteso la sua parte di eredità e se n’era andato a vivere dissolutamente.
Ma ritornando dai campi sente le melodie e le danze organizzate dal padre. Si rallegra anche lui per il ritorno del fratello? No, preferisce restare fuori. Si irrita, non vuole entrare. E’ già troppo che si faccia grazia al colpevole.
Suo padre esce e lo prega di partecipare alla festa con loro, ma non riceve altro che rimproveri e lamentele. Perché questo atteggiamento?
Sappi dunque che non è per la tua giustizia che l’Eterno, il tuo DIO, ti dà in possesso questo buon paese, poiché tu sei un popolo dal collo duro. (Deuteronomio 9:6)
Il suo comportamento illustra un fatto solenne: malgrado una vita apparentemente corretta agli occhi dei nostri simili, possiamo essere molto più chiusi all’amore di Dio di quelli che hanno conosciuto le amare conseguenze del peccato.
Questo perché ciò che, in fondo, ci chiude l’accesso a Dio è il nostro orgoglio.
Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori. (Efesini 2:8-9)
Naturalmente questo non ci piace. Vorremmo presentarci a Dio con i nostri meriti personali. Ma soltanto Dio può rivestirci con “la veste più bella”, assolutamente necessarie perché possiamo essere in una felice relazione con lui.
Questa veste rappresenta tutte le virtù di Cristo che ci sono attribuite gratuitamente se le riceviamo credendo semplicemente nel suo Nome.
E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati». (Atti 4:12)



