La chiesa di Smirne

E all’angelo della chiesa in Smirne scrivi: queste cose dice il primo e l’ultimo, che morì e tornò in vita. Io conosco le tue opere, la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia tu sei ricco) e la calunnia di coloro che si dicono Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. Non temere ciò che dovrai soffrire; ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in prigione per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: chi vince non sarà certamente colpito dalla seconda morte». (Apocalisse 2:8-11)

La vita, il messaggio e il martirio di Policarpo, vescovo di Smirne nel II secolo, ci aiutano a capire meglio il significato della lettera alla chiesa di Smirne. Policarpo rifiutava di adorare l’imperatore romano ed esortava i credenti a rimanere fedeli a Cristo, loro unico Signore. Il suo coraggio gli è costato la vita.

In un giorno di festa, in cui le folle frenetiche erano venute ad assistere al suo supplizio, il proconsole romano gli pose davanti una scelta: “Maledici il Cristo ed io ti libererò”.

La risposta di Policarpo ha attraversato i secoli: “Ho servito il Cristo per 86 anni, e non mi ha mai fatto alcun torto. Come potrei maledire colui che mi ha salvato?”

Così essi si allontanarono dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere vituperati per il nome di Gesù. (Atti 5:41)

A causa di quelle parole fu condannato ad essere arso. Mentre le fiamme stavano per divorare il suo corpo, si udirono queste parole:

“Signore, ti ringrazio perché mi hai trovato degno di vivere quest’ora, così faccio parte dei tuoi testimoni”.

Abbiamo ricevuto una grande eredità. Questa fede di origine divina è la nostra ricchezza. Essa si è dimostrata vivente e potente attraverso la vita di persone che, apparentemente deboli, trionfavano seguendo da vicino Gesù, il loro Signore.

Oggi, nei nostri paesi che si dicono cristiani, dobbiamo rimanere saldi, per la grazia di Dio, nonostante l’opposizione più o meno aperta.

Se ti capita di avere paura di rendere testimonianza della tua fede, di essere respinto o disprezzato, ricorda che molti cristiani, attualmente, sono ancora perseguitati in tanti paesi del mondo.

Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. (Giovanni 11:25)

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