Or qualcuno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli gli disse: «O uomo, chi mi ha costituito giudice e arbitro su di voi?». Poi disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dall’avarizia, perché la vita di uno non consiste nell’abbondanza delle cose che possiede». (Luca 12:13-15)
La questione della spartizione delle ricchezze è sempre attuale. Sia tra i membri di una famiglia in occasione di un’eredità, che tra le classi sociali o tra i popoli della terra, il problema è lo stesso.
Quale dev’essere l’atteggiamento del credente di fronte a questi conflitti? Lo stesso del Signore Gesù. Oggi forse gli si rivolgerebbe la domanda così:
“Maestro, non ti preoccupi dell’ingiustizia che regna nel mondo? Vedi, il mio prossimo vive nell’abbondanza, digli dunque di spartire un po’ con me”.
Ma la risposta del Signore rimarrebbe la stessa: “Chi mi ha costituito su di voi giudice e spartitore?”
Questo significa che Gesù approva l’ingiustizia? Assolutamente no. Anzi verrà il giorno in cui ogni ingiustizia sarà punita, ed Egli instaurerà su tutta la terra un regno di giustizia e di pace.
Ma per il momento, in questo mondo che ha rigettato Gesù e che vuole vivere senza Dio, il credente sa che non è possibile, purtroppo, abolire l’ingiustizia. L’egoismo è all’interno del cuore umano.
È meglio infatti, se tale è la volontà di Dio, soffrire facendo il bene piuttosto che facendo il male, perché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto per gl’ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte nella carne, ma vivificato dallo Spirito, nel quale egli andò anche a predicare agli spiriti che erano in carcere, che un tempo furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate attraverso l’acqua, la quale è figura del battesimo (non la rimozione di sporcizia della carne, ma la richiesta di buona coscienza presso Dio), che ora salva anche noi mediante la risurrezione di Gesù Cristo, il quale è andato in cielo ed è alla destra di Dio, dove gli sono sottoposti angeli, potestà e potenze. (1 Pietro 3:17-22)
Dio chiama ciascuno al pentimento e alla fede in Gesù, perché riceva il perdona dei suoi peccati, delle ingiustizie commesse. A chi crede Egli dà una nuova natura, capace di amore disinteressato e di giustizia per seguire l’esempio del suo modello, Gesù, che è andato dappertutto facendo il bene.
Voi sapete ciò che è accaduto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicò: come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. (Atti 10:37-38)
Mentre dunque abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma principalmente a coloro della famiglia della fede. (Galati 6:10)



