Allora Pietro, aperta la bocca, disse: «In verità io comprendo che Dio non usa alcuna parzialità; ma in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente, gli è gradito, secondo la parola che egli ha dato ai figli d’Israele, annunziando la pace per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti. (Atti 10:34-36)
Quando il re di Francia Carlo IX nominò Amboise Paré suo primo chirurgo, gli disse:
“Spero che curerai il re meglio dei poveri. – Impossibile, sire! – E perché? – Perché ho sempre curato i poveri come dei re“.
Amboise Parè, cristiano fervente, fondava la sua vita sulla Bibbia. Conosceva certamente il seguente versetto:
Se veramente adempite la legge regale secondo la Scrittura: «Ama il tuo prossimo come te stesso», fate bene; ma se usate favoritismi personali, commettete peccato e siete condannati dalla legge come trasgressori. (Giacomo 2:8-9)
In questo, Amboise Paré faceva la volontà di Dio.
Ecco, Dio è potente, ma non disprezza alcuno; è potente nella forza della sua sapienza. (Giobbe 36:5)
Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità. (1 Timoteo 2:3-4)
Tutti hanno bisogno di essere salvati dal peccato, dalla morte eterna. Le differenze di classi sociali, di popoli, di culture, non hanno valore per entrare nel regno di Dio. Importa una cosa sola: riconoscere il proprio stato morale di perdizione davanti a Dio e confidare in Gesù per essere salvato.
Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:21-24)



