Isolato, scoraggiato!

Il profeta Giovanni Battista sta languendo in prigione. Poco prima aveva presentato il Messia con un’energia spirituale eccezionale. Ma, a causa della sua fedeltà, si ritrova in prigione.

Lì incominciano i dubbi: Gesù è veramente il Salvatore sperato? Allora manda qualcuno da Gesù a porgli questa domanda:

«Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?» (Matteo 11:3)

Come farà il Signore Gesù a fortificare il profeta scoraggiato? Nessun rimprovero, nessuna spiegazione, ma la presentazione di quello che Egli stesso sta compiendo.

Gesù rispose loro: «Andate a riferire a Giovanni quello che udite e vedete: i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono purificati e i sordi odono; i morti risuscitano e il vangelo è annunciato ai poveri. (Matteo 11:4-5)

Il Signore gli dimostra che Dio lavora sulla terra con amore presso i più umili.

Anche per noi Dio è sempre attivo; la sua grazia è presente, efficace, fresca, confortante. Ascoltiamo le testimonianze, leggiamo i resoconti missionari, guardiamo come agisce il Signore! Questo ci ridarà coraggio.

Gesù aggiunge: Beato colui che non si sarà scandalizzato di me! (Matteo 11:6)

Adesso è il tempo della prova della fede. Accettiamo di essere incompresi seguendo Gesù. Ma che felicità rimanergli fedeli!

Alla fine, Gesù ha un messaggio per quelli che hanno conosciuto Giovanni Battista, un messaggio che onora il suo servitore in prigione.

In verità io vi dico, che fra i nati di donna non è sorto nessuno maggiore di Giovanni il battista; (Matteo 11:11)

Quanto a noi, sappiamo che, se siamo deboli nella fede, il Signore rimane forte e fedele, al di sopra della tormenta. Allora, facciamoci coraggio!

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